La città condanna gli attacchi contro Pistoni
di Alfonso Scibona
Dopo le scritte ingiuriose contro il sindaco per il provvedimento di chiusura di via Legnago
2 MINUTI DI LETTURA
Il giorno dopo il fattaccio il Municipio diventa il terminale per saperne di più ma del sindaco Pistoni nessuna traccia. Ieri mattina non era previsto arrivasse in ufficio e quello che era stato messo in agenda per ieri pomeriggio è stato rinviato. Telefono muto, impossibilità di avere riscontro dal diretto interessato, bocche cucite sulla vergognosa vicenda delle scritte ingiuriose: “Pistoni vattene” e “Pistoni corrotto”, tra tutte motivate dalla protesta per la scelta del Comune su via Legnago. Oltre alle scritte (dalle quali hanno preso le distanze anche i residenti della via e delle strade adiacenti, pur protagonisti nell'acceso dibattito di qualche sera fa al Temple, quando si doveva parlare di bilancio ma si è parlato soprattutto della chiusura del tratto stradale), sono stati danneggiati o rubati i cartelli che davano le indicazioni sulle fasce orarie da rispettare per il transito o meno lungo l'arteria della discordia. «Ferma condanna del gesto che ha provato anche un danno economico alla collettività – commenta la vice sindaco Mimma Savigni – e credo che si tratti di un gesto che nulla ha a che vedere con il confronto, pur acceso e civile che si è tenuto giovedì scorso. Penso di interpretare il pensiero dell'intera giunta, anche se parlo personalmente, nell'affermare che sia più giusto che temi e modi di agire debbano rimanere nei giusti canali di civiltà. Se i toni si alzano c'è sempre qualcuno che esagera e va oltre la decenza ed oltre i limiti del rispetto delle parti. Vorrei fare osservare, infine, che la mancanza della segnaletica provoca un difetto nella sicurezza di tutti, anche di coloro che sono contrari alla chiusura di via Legnago ma che lo hanno dichiarato con i giusti toni del dibattito». Sulla vicenda è intervenuta anche Lucia Bursi, segretaria provinciale del Pd: «Non sono certo questi i linguaggi da usare nei confronti delle istituzioni. Ricordiamoci tutti che i sindaci governano tenendo testa a tanti problemi e che il confronto, qualunque origine abbia, deve restare nei canali del rispetto reciproco». Come sempre grande folla di interventi sui social. “Sarà anche vandalismo – ha scritto G.P. Su Facebook – ma se lo sono cercati...questo è il minimo per aver fatto una cosa impensabile: chiudere una strada, e per che cosa poi? Assurdo”. Commenti anche nella vicina parrocchia di San Giovanni Neumann. “Questo sindaco ci ha trattati male – ha detto D.S. - ma da ribellarci civilmente a imbrattare i muri della città ed i segnali stradali ce ne corre davvero. Mi metto da una parte”. “Il vandalismo – ha aggiunto S.P. - non aiuta per nulla la civilissima battaglia che più di 3.000 cittadini stanno conducendo contro questo assurdo provvedimento di chiusura di una strada del quartiere”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
