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La Tari spacca il consiglio E l’opposizione se ne va 

La Tari spacca il consiglio E l’opposizione se ne va 

Castelfranco. In protesta contro l’aumento sui rifiuti per utenze non domestiche L’assessore Vigarani: «In media l’1,9% dopo anni di contenimento del tributo»

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CASTELAFRANCO. Maggioranza e opposizioni sono ai ferri corti sulla questione Tari, dopo un consiglio comunale caldissimo in cui è stato approvato un aumento dell’imposta per le utenze non domestiche. «La gestione Hera è fallimentare - attacca la lista civica Frazioni e Castelfranco - questo perché i Comuni sono soci di Hera e ne ricevono gli utili. Per non parlare del disastroso nuovo metodo di raccolta dei rifiuti (misto tessera-porta a porta, ndr)». «Noi, così come tutti gli altri gruppi consigliari siamo usciti dall’aula - dicono i 5 Stelle - per non partecipare al voto. Avevamo presentato infatti una questione pregiudiziale a causa del mancato rispetto, nel piano finanziario sul quale si basano le tariffe, dei criteri previsti dalla legge. Solo il Pd ha ignorato i pesanti vizi di illegittimità degli atti, mettendo tra l’altro a grave rischio il comune nel caso qualcuno decidesse di ricorrere al Tar contro la delibera che aumenta le tariffe. Per quanto riguarda il sistema misto lo riteniamo fallimentare: serve il porta a porta integrale». Cristina Girotti Zirotti tocca un altro tasto: «Il gestore in proroga - afferma la leghista - sarà Hera nonostante la precedente convenzione con la stessa sia scaduta nel 2011 e nonostante nel 2012 sia stata costituita Atersir che avrebbe dovuto indire i nuovi bandi per l’affidamento del servizio, cosa ad oggi non ancora avvenuta, a detta del sindaco per carenza di personale. Queste “criticità”, peraltro, erano state evidenziate non solo da noi, ma anche dall’Anac e dall’Antitrust, ma a quanto pare senza sortire effetto. E così Hera, che da quest’anno gestirà anche il servizio di riscossione, continua a farla “da padrone».
«Gli atti proposti al Consiglio comunale - risponde l’assessore Vigarani - delineano, per il 2017, una situazione di passaggio verso il nuovo modello di raccolta stradale ormai diffuso sulla quasi totalità del territorio comunale e che porterà, dal 1 agosto, all’applicazione della tariffazione puntuale. In questa ottica di transizione il Piano (che finanziariamente supera i 5mln di euro complessivi) è stato calibrato per assorbire, dal punto di vista finanziario, una prima trance degli investimenti legati al nuovo modello di raccolta mantenendo sostanzialmente invariate in media le tariffe rispetto al 2016, sia per l'utenza domestica che per quello produttiva (con un leggero decremento per le famiglie e un lieve incremento per le imprese rispetto al 2016). Gli aumenti sono contenuti mediamente nell'1,9%/anno che si sintetizzano nei seguenti valori: un ufficio di 150 mq pagherà 9 euro all’anno in più, un’attività artigianale di 250 mq 7,50, un negozio di abbigliamento, calzature, libreria di 130 mq 7,80 euro, un falegname, idraulico, fabbro, elettricista di 200 mq 10 euro. Ciò che si dimenticano di dire le opposizioni è che dal 2009 (per sette anni consecutivi) le utenze non domestiche hanno goduto di manovre ripetute di contenimento del tributo».

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