Modena, fonderie, l’Ausl avvisò dei rischi
Nel 2004 l’azienda invitava ad allontanare le donne incinta Stasera assemblea alla Madonnina con sindaco e Giunta
MODENA. Fonderie Cooperative, oggi è il giorno dell’assemblea. Dalle 21 la sede di via Zarlati 84 ospiterà un incontro pubblico. Lo ha concesso l’amministrazione Muzzarelli, ma lo hanno richiesto a gran voce i cittadini. In oltre 200 vogliono fare chiarezza sugli odori che sentono nella zona della Madonnina. Il loro primo passo è richiedere l’accesso agli atti del Comune, della Provincia, della Regione, dell’Arpae e dell’Ausl per valutare la mossa futura. Al momento si prospetta loro un bivio: denuncia o esposto. Il comitato RespiriaMO aria pulita Modena era «convinto che, per ragioni di convennienza, l’incontro avrebbe dovuto svolgersi in un luogo pubblico e non all’interno delle Fonderie Cooperative». Tutto ciò in considerazione del tema della serata: l’attività in questione e le azioni di sviluppo urbano nell’area della Madonnina. I loro rappresentanti saranno della partita e invocano tre punti: ”un dialogo costruttivo, impegni concreti a favore della salute pubblica e ampio spazio agli interventi degli abitanti del quartiere”.
Interventi sulla salute pubblica sono attesi dall’Ausl, invitata all’appuntamento come Arpae. Stefano Forti, responsabile provinciale dell’Agenzia, ha già annunciato che «stiamo raccogliendo tutta la storia per portare i documenti», riconoscendo che «non vi è nessuna difformità» nell’impianto. Dalla Provincia, sono giunte sei modifiche all’autorizzazione integrata ambientale, valida fino al 2022. Nei documenti si legge, tra l’altro, che l’impianto può derogare i valori limiti di emissione in particolari casi («i periodi di avviamento e di arresto e i periodi in cui si verificano anomalie o guasti»). Resta la preoccupazione per la salute. L’Ausl di Modena, come riconosciuto da Claudio Arcari (coordinatore tecnico regionale), svolge un ruolo di sorveglianza sanitaria. Nelle sue relazioni il livello di rischio per chi lavora all’interno è «elevato».
La silice libera cristallina, citata nella determinazione 179/2015 (l’ultima della Provincia e vigente), è indicata come un fattore di rischio. Stefano Porru, in un documento del 2009, indica «effetti deterministici quali silicosi, silico-tubercolosi, broncopneumopatia cronica ostruttiva, nefropatie, immunopatie (artrite reumatoide, sclerodermia, Les, vasculiti…)». Tra gli effetti possibili anche «tumore polmonare». Già nel 2004 l’allora Usl esortava ad allontanare dal lavoro nelle fonderie le donne in gravidanza e fino a sette mesi dopo il parto. Va detto che le Fonderie Cooperative già dal 2003 avevano aderito al Piano comunale per la Salute e hanno passato le verifiche dell’Arpae. Le preoccupazioni però a restano. (g.f.)
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