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Modena, stregati dai libri e dalla prof. E la classe diventa giuria del premio più prestigioso

di Davide Berti
Modena, stregati dai libri e dalla prof. E la classe diventa giuria del premio più prestigioso

Avete mai letto un libro? Loro sì. Tanti. E si divertono. Ne parlano con passione. Discutono, quasi si arrabbiano. La classe 2ªB delle scuole medie Calvino di Modena, tra geometria, storia, musica e...

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Avete mai letto un libro? Loro sì. Tanti. E si divertono. Ne parlano con passione. Discutono, quasi si arrabbiano. La classe 2ªB delle scuole medie Calvino di Modena, tra geometria, storia, musica e chi più ne ha più ne metta, è anche un circolo di lettura a tutti gli effetti. Merito della professoressa di lettere Elisa Busa, che parla anche attraverso libri: «Vivono e fanno vivere, per me il libro è un mezzo straordinario, è la mediazione perfetta, è il passante che non conosci che ti prende alle spalle e ti dice la cosa più importante della vita, ti fa gridare alla vita».

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Sembra un libro che parla la prof. Busa, invece è una insegnante che strega i ragazzi. Strega come il premio, Strega Ragazzi, che ha scelto proprio la sua classe, unica in provincia di Modena e tra le poche in Italia, come giuria per l’assegnazione dell’ambito riconoscimento: «Merito di un’amica libraia che ha tanta passione e ci ha segnalato», sorride intimidita.
Passione chiama passione, si contagia, ed ecco che i ragazzi accettano il compito, la sfida. Leggere sì, ma leggere anche di più. Più di quanto la loro prof. di italiano non abbia in mente per un “normale” anno scolastico (e magari il “normale” fosse sempre a base di libri...). A dicembre arrivano gli scatoloni destinati alla giuria, l’ armadio di ferro in fondo alla classe diventa la biblioteca più ricca del mondo dove i cinque titoli finalisti dello Strega Ragazzi (sezione over 11 anni, il vincitore si conoscerà il 5 aprile in occasione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna) diventano pane quotidiano.

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Dentro ci sono i titoli, e molto di più: tra le pagine c’è emozione, voglia, «i libri veicolano pensieri», spiega Elisa Busa. La classe si mette al lavoro, si fanno gli straordinari della lettura: compagni di classe che vogliono convincere i propri vicini di banco a votare per l’uno o per l’altro titolo, con tanto di arringa, un sorta di “bullismo letterario” positivo. Il risultato? Le favole non sono solo per bambini (“Ultimo venne il verme”, Bompiani, di Nicola Cinquetti). La rivoluzione del Che è molto più intima di quanto non possiate immaginare (“L’estate che conobbi il Che”, Rizzoli, di Luigi Garlando). Lo sguardo sul mondo dei ragazzi non è mai banale (“Nove braccia spalancate”, Edizioni San Paolo, di Benny Lindelauf). Le domande esistenziali creano discussioni accese (Il viaggio di Lea, Einaudi Ragazzi, di Guia Risari). I racconti gialli appassionano più di altri (Smart, Il Castoro, di Kim Slater).

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Tutto funziona talmente bene che si va oltre i libri dello Strega, i titoli crescono, la classe è in continuo movimento. Un movimento letterario che strega i ragazzi: «È stata un’occasione bellissima per incontrare le persone che stanno dietro ai libri, e non è finita perché il lavoro continua. Noi come scuola Calvino ce la mettiamo tutta: è importante cercare libri che educhino i ragazzi sapendo che dietro quelle parole c’è una persona che ha gridato quello che di più importante ha nel cuore».

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