lettera aperta del pri al sindaco muzzarelli
«Rimpasto sì, ma non per le grane del Pd»
Mai come in questo momento è urgente una riunione di maggioranza. A sottolinearlo è Paolo Ballestrazzi del Partito Repubblicano, componente dell’alleanza che sostiene la Giunta Muzzarelli. Il rilievo...
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Mai come in questo momento è urgente una riunione di maggioranza. A sottolinearlo è Paolo Ballestrazzi del Partito Repubblicano, componente dell’alleanza che sostiene la Giunta Muzzarelli. Il rilievo arriva con una lettera aperta che segue l’imminente rimpasto in arrivo in Giunta.
«Quando all’indomani della tua elezione ti scrissi che avresti dovuto avere l’occhio rivolto alle vicende del tuo partito avevo ben chiaro che l’attività amministrativa non sarebbe stata condizione sufficiente per compattare l’alleanza — scrive Ballestrazzi al sindaco — ma, se si fosse concretizzata senza un rapporto simbiotico con le forze politiche, avrebbe corso il serio rischio di esaurire la propria fecondità. Questa condizione è resa tanto più evidente dalle precedenti esperienze e diviene imprescindibile per il ruolo che il comune di Modena rappresenta per tutto il nostro territorio, soprattutto dopo l’ignominioso tentato aborto della riforma delle province. Per questa ragione abbiamo letto con una certa preoccupazione la notizia di un avvicendamento in Giunta riferito all’amico Rotella poiché, data l’espressione politica da lui rappresentata, il nuovo assetto avrebbe prefigurato un “tandem” squilibrato a sinistra e assai diverso da quanto votato dai modenesi». Ballestrazzi comprende benissimo che le leggi 142 e 241 consentono al sindaco di nominare chi gli aggrada e di procedere a rimpsti «ma — prosegue — dato che non sono stati messi in discussione assessori che in questi tre anni hanno brillato solo per le loro improvvide dichiarazioni o — ed è ancor peggio — per aver interpretato il loro ruolo politico come una mera mansione funzionariale, devi convenire che tali “rumours” non hanno certo contribuito a rasserenare il clima. La coalizione, come ho detto prima, si è costituita nell’alleanza fra 4 raggruppamenti politici caratterizzati da tradizioni, culture, progetti ed idealità diverse, con “pesi” diversi ma uguale dignità di fronte a se stessi e di fronte agli elettori. Ed i partiti non sono soprammobili ingombranti da spostare da un tavolo all’altro, o che possono essere elisi dai documenti con un semplice tratto di penna. E siccome nessuno desidera esser scambiato per “l’asino di Buridano” o, come si dice a Modena, per “l’oca ed Pudett”, hai fatto molto bene a convocare la maggioranza per affrontare questi problemi di natura politica ma non di meno importanti per attualità e prospettive. Anche perché i mutamenti proposti discendono dalla convinzione di voler migliorare l’attività amministrativa con una revisione ed un rilancio del programma e non per la necessità di ovviare ai guasti arrecati dallo sconquasso avvenuto nel Pd».
«Quando all’indomani della tua elezione ti scrissi che avresti dovuto avere l’occhio rivolto alle vicende del tuo partito avevo ben chiaro che l’attività amministrativa non sarebbe stata condizione sufficiente per compattare l’alleanza — scrive Ballestrazzi al sindaco — ma, se si fosse concretizzata senza un rapporto simbiotico con le forze politiche, avrebbe corso il serio rischio di esaurire la propria fecondità. Questa condizione è resa tanto più evidente dalle precedenti esperienze e diviene imprescindibile per il ruolo che il comune di Modena rappresenta per tutto il nostro territorio, soprattutto dopo l’ignominioso tentato aborto della riforma delle province. Per questa ragione abbiamo letto con una certa preoccupazione la notizia di un avvicendamento in Giunta riferito all’amico Rotella poiché, data l’espressione politica da lui rappresentata, il nuovo assetto avrebbe prefigurato un “tandem” squilibrato a sinistra e assai diverso da quanto votato dai modenesi». Ballestrazzi comprende benissimo che le leggi 142 e 241 consentono al sindaco di nominare chi gli aggrada e di procedere a rimpsti «ma — prosegue — dato che non sono stati messi in discussione assessori che in questi tre anni hanno brillato solo per le loro improvvide dichiarazioni o — ed è ancor peggio — per aver interpretato il loro ruolo politico come una mera mansione funzionariale, devi convenire che tali “rumours” non hanno certo contribuito a rasserenare il clima. La coalizione, come ho detto prima, si è costituita nell’alleanza fra 4 raggruppamenti politici caratterizzati da tradizioni, culture, progetti ed idealità diverse, con “pesi” diversi ma uguale dignità di fronte a se stessi e di fronte agli elettori. Ed i partiti non sono soprammobili ingombranti da spostare da un tavolo all’altro, o che possono essere elisi dai documenti con un semplice tratto di penna. E siccome nessuno desidera esser scambiato per “l’asino di Buridano” o, come si dice a Modena, per “l’oca ed Pudett”, hai fatto molto bene a convocare la maggioranza per affrontare questi problemi di natura politica ma non di meno importanti per attualità e prospettive. Anche perché i mutamenti proposti discendono dalla convinzione di voler migliorare l’attività amministrativa con una revisione ed un rilancio del programma e non per la necessità di ovviare ai guasti arrecati dallo sconquasso avvenuto nel Pd».
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