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Sciopero Usb, adesioni all’85% Protesta con bara e lumini

Sciopero Usb, adesioni all’85% Protesta con bara e lumini

«Basta vedere i piazzali davanti a Seta. Li vedete? Sono quasi pieni del tutto». È soddisfatto ma non si monta la testa Sebastiano Taumaturgo, leader Usb di Seta, che ieri mattina ha guidato le...

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«Basta vedere i piazzali davanti a Seta. Li vedete? Sono quasi pieni del tutto». È soddisfatto ma non si monta la testa Sebastiano Taumaturgo, leader Usb di Seta, che ieri mattina ha guidato le quattro ore di sciopero che hanno portato la grandissima maggioranza di autisti del servizio urbano a incrociare le braccia. A fine giornata arrivano i dati ufficiali: l’85% degli autisti in servizio a Modena è rimasto fuori dai cancelli.
Davanti a lui, sotto il gazebo montato davanti alla sede di Seta in via delle Suore, ci sono una ventina di colleghi che hanno inscenato una protesta colorata, quasi goliardica. Su un tavolo c’è una bara - simbolica - con fiori e lumini, e intorno una decina di autisti in catene. Lo scopo? A beneficio di passanti e telecamere una sorta di traduzione della compressione dei diritti all’interno di Seta. I responsabili? Nessuno ha dubbi: la svolta del pugno di ferro è arrivata con “BB”, com’è stata ribattezzata l’accoppiata Bulgarelli e Badalotti, rispettivamente presidente e direttore dell’azienda trasporti di proprietà degli enti locali.
Di qui, secondo la ricostruzione dei sindacati, una linea di scontro continuo, di contestazioni e multe a raffica per ogni mancanza vera, presunta o presumibile.
Una scontro al calor bianco che non lascia spazio alla trattativa. I dirigenti di Seta pochi giorni fa, non appena hanno sentito che confederali, Faisa-Cisal e Ugl proclamavano uno sciopero per il prossimo 24 aprile , hanno rovesciato il tavolo della trattativa e se ne sono andati. «Con voi non si può discutere, lo sciopero è una cosa seria, voi lo spendete spesso e volentieri» hanno detto in buona sostanza dando lezioni ai sindacalisti increduli.
Ed è proprio sulle linee della città che ci sono i problemi maggiori per “la politica dei calci nel sedere” attuata da sette mesi dai dirigenti Seta.
«Non è una sigla che fa lo sciopero - commenta Taumaturgo - Noi siamo il sindacato più piccolo ma se a centinaia i colleghi ci hanno seguito nel nostro appello è perché sono tutti talmente stufi di essere maltrattati nelle condizioni di lavoro, ogni giorno, che scattano da soli a ogni ingiustizia». (s.c.)

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