Gazzetta di Modena

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«Seta, gestione nel caos. Ecco i numeri» 

di Saverio Cioce
«Seta, gestione nel caos. Ecco i numeri» 

Requisitoria di confederali e autonomi: «Si guida per 13 ore e 17 giorni di lavoro senza interruzioni: sono questi i risparmi?»

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«Abbiamo resistito per un’ora alle provocazioni dei vertici di Seta. Li abbiamo ascoltati mentre davano i numeri, i loro numeri, e mentre strumentalizzavano le ragioni della sacrosanta protesta degli autisti. Abbiamo cercato di capire le cifre che venivano sbattute sul tavolo a caso, interpretare i collegamenti tra la mancanza di personale e la necessità di un ricorso abnorme agli straordinari, ogni giorno. Tutti i giorni, dopo una politica del pugno di ferro che va avanti da sette mesi. Eppure gli autisti di Seta hanno sempre fatto gli strordinari e il servizio per gli utenti è stato garantito».
A scandire questi concetti, ieri mattina durante un’affollata conferenza stampa, non era un esagitato con il megafono, ma la responsabile dei trasporti della Cgil, Giulia Grandi.
“ Turni fuorilegge”. Uno alla volta sono arrivati sul tavolo i guasti di una gestione che ha causato sinora scioperi a raffica. «Così non si può lavorare - continua Grandi - Siamo arrivati a turni di 13 ore di guida consecutive e in alcuni casi, saltando i riposi domenicali, anche a 14, 15, 16 e 17 giorni di lavoro consecutivi, senza interruzione. Eppure la legge dice che dopo sei giorni di lavoro il settimo ci si riposa. Seta sembra ignorare le leggi. Eppure questi grandi mezzi trasportano persone e la sicurezza dovrebbe essere al primo posto. In queste polemiche brilla l’assenteismo di Amo, l’Agenzia per la Mobilità, che in nome dell’aumento della produzione ha ridotto i tempi di percorrenza anche se i percorsi restano uguali a prima. E il traffico non esiste?»
“Sotto organico? Lo ammettono loro”. «Lo ammettono loro stessi che il nostro organico è perennemente sotto il necessario - sottolinea Carmine Bovienzo (Uil Trasporti) - Nel 2015 c’erano 39.700 ore di straordinario, nel 2016 39.400, sempre a Modena e provincia. Basta fare la divisione per le ore di lavoro e si vede che si tratta di 27 unità. Le stesse che contano di risparmiare arrivando alle gare con 70 persone in meno, di cui la metà a Modena. E i conti sono presto fatti. Quest’anno sono venuti a mancare colleghi andati in pensione che negli ultimi anni facevano più straordinari. E quindi distribuiscono obbligatoriamente gli straordinari. Non è lontano il momento in cui andremo per vien legali».
“Autisti o caporali?” La questione di straordinari fuori ogni norma di buon senso e sopportazione viene posta anche da Ugl. «Il direttore Badalotti - annota - ci dice che per gli straordinari vale la regola dei pomodori, ovvero che vanno raccolti quando maturano. In questo ci parifica ai lavoranti delle campagne? E lui fa il caporale? Per nove mesi all’anno, con i trasporti scolastici, siamo spremuti e l’estate dobbiamo fare le ferie quando pare a loro. Prima del loro arrivo, da sempre, si raccoglievano le richieste e si mettevano insieme: niente arretrati, desideri esauditi al 90%».
“Quale modello? Reggio?” Problematico anche Maurizio De Nitto (Fit Cisl): «Ci sembra di sognare - dice - Sinora il modello organizzativo di Modena era vincente perchè permetteva di guadagnare più di 3 milioni all’anno e di coprire le perdite di altri. Adesso invece bisogna fare come a Reggio, mentre ogni giorno da Bologna o Modena arrivano proposte diverse per gare e appalti, tra holding regionali o affidamenti ad aziende di casa. Ma che serietà è questa?»
Infine Alfonso De Gregorio (Rsa Seta per Filt Cgil): «A reggio il costo per km è di 2,10 euro, di 2,20 all’azienda del Comune di Reggio che ha in applato una parte di percorsi e di 1,87 ai privati per alcune linee. Come si giustifica?»

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