Turismo, stagione in pareggio
Nonostante le scarse precipitazioni il Cimone registra un aumento dello 0,1% rispetto all’anno scorso
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Una stagione turistica in chiaroscuro, rimasta sui livelli della precedente a livello di presenze (c’è un minimo +0,1%) solo grazie al lavoro fatto dagli operatori del Cimone per assicurare la sciabilità anche in condizioni di poca neve. È questo il bilancio di Confesercenti a inverno chiuso, prendendo in esame i dati ricettivi tra Sestola, Fanano, Montecreto e Fiumalbo. Un andamento non brillante, vista la scarsità di precipitazioni, ma in tenuta. Temperature elevate e scarso innevamento fino a Natale hanno limitato l’afflusso turistico, che però si è un po’ ripreso con le festività, vista l’apertura della maggior parte delle piste grazie al maxi impiego degli impianti artificiali. Prima metà di gennaio invece leggermente in calo, ma poi dalla seconda metà, e per tutto febbraio, calo termico e nevicate hanno portato un netto miglioramento, con buoni risultati protratti fino alla metà di marzo. Sulla tipologia di permanenza, il campione di strutture alberghiere monitorate ha rilevato un calo delle settimane bianche, mentre sono aumentati i weekend lunghi. I prezzi sono rimasti invariati e anzi, per cercare di mantenere la stessa percentuale di camere occupate dell’anno scorso, molti alberghi hanno praticato promozioni con sconti sui listini. «Strategie commerciali che stanno portando a un pericoloso assottigliamento dei margini di guadagno – nota Confesercenti - che sono invece indispensabili per programmare interventi di riqualificazione delle strutture». Insomma, la stagione ormai alle spalle ha dimostrato che il “prodotto neve” dell’Appennino è competitivo e attrae dall’esterno, specie dalle province limitrofe emiliane e dalla Toscana. Però il sistema è ancora troppo condizionato dal clima: «Per prevenire il pericolo che una stagione invernale con un meteo avverso comporti un crollo del sistema turistico dell’alta montagna modenese - avverte Confesercenti – bisogna capire su quali mercati potrebbe essere indirizzata l’offerta e soprattutto su quali prodotti puntare. Per questo è fondamentale concordare con Regione, Comuni e Apt direttrici su cui investire puntando su enogastronomia, cultura e outdoor, oltre naturalmente allo sci». (dm)
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