Aria pessima alla Madonnina: il sindaco non arretra, la fonderia resta fino al 2022
Il Comitato civico ha elencato le violazioni e chiede controlli veri sui camini per tutto il giorno. L’assessore: «Aspettate»
MODENA. Fonderie Cooperative tra promesse (tante) e dati (altrettanti). Ieri sera la sede di via Zarlati ha ospitato un’assemblea pubblica sul tema.
Per oltre settanta minuti i cittadini hanno ascoltato quanto loro detto, tra scetticismi e conferme. «La problematica dell’odore non è trascurabile», ha ribadito Stefano Forti. Il responsabile provinciale dell’Agenzia ambientale regionale ha parlato dati alla mano.
«In 36 giorni di monitoraggio ci sono stati due giorni su tre con almeno un’ora di odore - ha aggiunto Forti - vale a dire per 112 ore in totale. Ciò equivale al 13% del tempo, che diventa il 10% con una validazione». Tante? Troppe per la carente normativa italiana.
«Molti Stati europei hanno una normativa specifica - ha spiegato il tecnico - con parametri quali la distanza dalle abitazioni, i limiti alle emissioni, il limite alla frequenza di odore. La normativa italiana è assolutamente assente in termini di valori limite. La normativa della Lombardia non fissa un limite. L’unica soglia presente è il 2% del tempo, cioè 15-16 ore al mese». Dalla rilevazione, fatta dall’Arpae nel 2014, emerge quindi che si sono sentiti odori per cinque volte il tempo stabilito dalla soglia. Tutto ciò causa problemi per la salute? No, per l’Azienda sanitaria locale.
«Le esposizioni prolungate a odori molesti possono provocare disagi e malesseri - ha garantito il dottor Davide Ferrari, direttore della scuola di specializzazione di Medicina del Lavoro - che di solito sono reversibili». Tuttavia, «l’esposizione è stata inferiore ai livelli per i rischi alla salute - ha ripreso Ferrari - e cioè di malattie. Per migliorare la qualità della vita bisogna ridurre le emissioni odorifere. La soluzione delle soluzioni è il trasferimento delle attività. Prima adottiamo le soluzioni tecniche e impiantistiche per la riduzione».
Basta per i cittadini? Evidentemente no. «Chiediamo al sindaco impegni concreti - ha domandato Chiara Costetti, legale portavoce del comitato RespiriaMo aria pulita - Modena - Un esempio? L’analisi in continuo dei parametri principali con l’installazione immediata di un’opportuna strumentazione. Chiediamo una sonda in tutti i camini nel punto ultimo in cui lascia l’azienda ed entra nell’aria. Tale sistema di monitoraggio controlla 24 ore su 24 le emissioni. Chiediamo controlli ogni quindici giorni. Oggi presenteremo un’istanza protocollata in Comune. Chiediamo sia imposto al gestore un impianto all’avanguardia che analizzi eventuale materiale radioattivo e alcuni controlli (tra cui nichel, arsenico e rame). E chiediamo pure l’obbligo per il gestore della sostituzione immediata del carbone. Infine domandiamo che anche i nostri tecnici possano essere ammessi».
Frasi sgradite a Giulio Guerzoni, assessore all’Ambiente, che l’ha interrotta: «Dice frasi false!» e «Procurato allarme».
Il sindaco lo ha invitato a stare zitto e aspettare. Il primo cittadino ha scelto la strada del «no comment» per quanto riguarda la scelta del luogo in cui il Comune intende trasferire le Fonderie Cooperative.
«Collocheremo una fonderia di nuova generazione - ha promesso Anna Maria Vandelli, assessore all’Urbanistica - con un investimento di oltre 30 milioni di euro. Sarà in un’area produttiva, non in una zona mista. Questa fabbrica sarà smantellata. Un altro impegno certo perché non diventi un luogo che potrebbe creare degrado. Confidiamo entro l’anno di arrivare all’individuazione definitiva dell’area».
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