CERAMICA. APERTA LA RASSEGNA COVERINGS IN FLORIDA
Il made in Italy continua a espandersi negli Stati Uniti
di Andrea Gilioli
Oltre 100 marchi italiani in mostra, un padiglione da 14mila metri quadrati e l'area "Strada dinamica" che, sin dalle prime ore di apertura, ha richiamato centinaia di visitatori da ogni parte del...
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Oltre 100 marchi italiani in mostra, un padiglione da 14mila metri quadrati e l'area "Strada dinamica" che, sin dalle prime ore di apertura, ha richiamato centinaia di visitatori da ogni parte del nord America e del mondo. Questi, in sintesi, i numeri "made in Italy" della 28esima edizione di Coverings, aperta ieri mattina (nel tardo pomeriggio in Italia) a Orlando, in Florida.
Il salone, principale appuntamento americano per il settore ceramico, arriva in un momento florido dell'economia americana, col settore costruzioni che continua a crescere, nonostante l'aumento dei tassi di interesse, Ben 40 milioni, infatti, sono i metri quadrati di ceramica italiana importati dagli Usa nell'ultimo anno, ai quali si devono aggiungere altri 25 milioni di metri quadrati prodotti negli States da aziende italiane, che hanno internazionalizzato aprendo filiali e stabilimenti, in particolare in Tennessee, dove si sta formando una "mini Sassuolo".
«Il mercato americano - ha spiegato il presidente di Confindustria Ceramica, Vittorio Borelli - sta continuando a dare segnali molto positivi e questa fiera lo dimostra col grande numero di espositori e di visitatori che ci aspettiamo. Siamo certi che sarà un’ottima fiera». Lontani, dunque, gli anni della grande crisi, quando anche il numero di aziende italiane espositrici a Coverings era crollato vertiginosamente. Il settore costruzioni, complice una crescita costante e più sostenibile rispetto al boom dei primi anni 2000, che aveva poi portato al default del 2008, sta aprendo fette di mercato sempre più ampie al prodotto ceramico, il cui consumo è in continua crescita. In questo panorama il prodotto italiano, particolarmente apprezzato per design e qualità, costituisce un'importante fetta delle importazioni e la produzione in loco, puntando sul "made in Usa", sta dando ottimi risultati. Tra i prodotti presentati dalle aziende italiane numerose le finiture legno e tessuto, con dimensioni sempre maggiori, alle quali anche il mercato statunitense si sta abituando. Grande spazio, ovviamente, per le grandi lastre, che in ogni parte del mondo stanno attirando l'attenzione di designer, architetti e progettisti e che sono anche il prodotto su cui le aziende italiane stanno maggiormente investendo, tanto che a breve nel distretto sassolese partiranno 7 nuovi impianti per la loro produzione.
Andrea Gilioli
Il salone, principale appuntamento americano per il settore ceramico, arriva in un momento florido dell'economia americana, col settore costruzioni che continua a crescere, nonostante l'aumento dei tassi di interesse, Ben 40 milioni, infatti, sono i metri quadrati di ceramica italiana importati dagli Usa nell'ultimo anno, ai quali si devono aggiungere altri 25 milioni di metri quadrati prodotti negli States da aziende italiane, che hanno internazionalizzato aprendo filiali e stabilimenti, in particolare in Tennessee, dove si sta formando una "mini Sassuolo".
«Il mercato americano - ha spiegato il presidente di Confindustria Ceramica, Vittorio Borelli - sta continuando a dare segnali molto positivi e questa fiera lo dimostra col grande numero di espositori e di visitatori che ci aspettiamo. Siamo certi che sarà un’ottima fiera». Lontani, dunque, gli anni della grande crisi, quando anche il numero di aziende italiane espositrici a Coverings era crollato vertiginosamente. Il settore costruzioni, complice una crescita costante e più sostenibile rispetto al boom dei primi anni 2000, che aveva poi portato al default del 2008, sta aprendo fette di mercato sempre più ampie al prodotto ceramico, il cui consumo è in continua crescita. In questo panorama il prodotto italiano, particolarmente apprezzato per design e qualità, costituisce un'importante fetta delle importazioni e la produzione in loco, puntando sul "made in Usa", sta dando ottimi risultati. Tra i prodotti presentati dalle aziende italiane numerose le finiture legno e tessuto, con dimensioni sempre maggiori, alle quali anche il mercato statunitense si sta abituando. Grande spazio, ovviamente, per le grandi lastre, che in ogni parte del mondo stanno attirando l'attenzione di designer, architetti e progettisti e che sono anche il prodotto su cui le aziende italiane stanno maggiormente investendo, tanto che a breve nel distretto sassolese partiranno 7 nuovi impianti per la loro produzione.
Andrea Gilioli
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