CHIUSA L’INCHIESTA
Malattie a Centrale Adriatica Indagati 4 dirigenti modenesi
Il processo sarà «l'occasione per accertare le ragioni reali di un'evidente anomalia del magazzino di Anzola, dove si è verificata in questi anni un'incidenza di malattie professionali decisamente...
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Il processo sarà «l'occasione per accertare le ragioni reali di un'evidente anomalia del magazzino di Anzola, dove si è verificata in questi anni un'incidenza di malattie professionali decisamente superiore alla media rispetto agli altri magazzini gestiti da centrale adriatica».
Così l'azienda passa così al contrattacco dopo gli avvisi di fine indagine recapitati dalla Procura di Bologna alla società e a diversi dirigenti, con l'accusa di lesioni colpose ai danni di una sessantina di facchini del magazzino di Anzola, colpiti da malattie professionali a causa dei rischi da sovraccarico a cui erano esposti durante il lavoro. Tra gli imputati anche quattro quadri modenesi che operano nell’ambito dell’hub logistico che serve merci (non alimentari) anche a Coop Alleanza 3.0
«Centrale Adriatica- si legge una nota diffusa dall'azienda- nutre la massima fiducia nelle autorità competenti - tuttavia desidera rilevare che, per oltre due anni, ha avuto unicamente notizia dell'esistenza di indagini contro ignoti avviate dalla procura (alla quale ha fornito a più riprese un'ampia documentazione) senza conoscerne l'oggetto e i contenuti, ma solo l'insolita durata».
Oggi, con la chiusura delle indagini, «Centrale Adriatica sarà in condizione di poter dimostrare la correttezza del proprio operato - continua la nota - e di quello di tutte le persone coinvolte (alcune delle quali senza che abbiano avuto alcun ruolo concreto nelle vicende)». Centrale Adriatica precisa inoltre di «avere a cuore la salute dei propri lavoratori e di applicare in modo stringente le normative e i regolamenti vigenti, tanto da avere richiesto volontariamente e ottenuto diverse certificazioni che ne attestano l'impegno in questo senso, a differenza di altri magazzini del settore».
Così l'azienda passa così al contrattacco dopo gli avvisi di fine indagine recapitati dalla Procura di Bologna alla società e a diversi dirigenti, con l'accusa di lesioni colpose ai danni di una sessantina di facchini del magazzino di Anzola, colpiti da malattie professionali a causa dei rischi da sovraccarico a cui erano esposti durante il lavoro. Tra gli imputati anche quattro quadri modenesi che operano nell’ambito dell’hub logistico che serve merci (non alimentari) anche a Coop Alleanza 3.0
«Centrale Adriatica- si legge una nota diffusa dall'azienda- nutre la massima fiducia nelle autorità competenti - tuttavia desidera rilevare che, per oltre due anni, ha avuto unicamente notizia dell'esistenza di indagini contro ignoti avviate dalla procura (alla quale ha fornito a più riprese un'ampia documentazione) senza conoscerne l'oggetto e i contenuti, ma solo l'insolita durata».
Oggi, con la chiusura delle indagini, «Centrale Adriatica sarà in condizione di poter dimostrare la correttezza del proprio operato - continua la nota - e di quello di tutte le persone coinvolte (alcune delle quali senza che abbiano avuto alcun ruolo concreto nelle vicende)». Centrale Adriatica precisa inoltre di «avere a cuore la salute dei propri lavoratori e di applicare in modo stringente le normative e i regolamenti vigenti, tanto da avere richiesto volontariamente e ottenuto diverse certificazioni che ne attestano l'impegno in questo senso, a differenza di altri magazzini del settore».
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