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Sondaggio a Modena:Pd in calo, i grillini volano, E la Giunta Muzzarelli non ha la sufficienza

di Davide Berti
Sondaggio a Modena:Pd in calo, i grillini volano,  E la Giunta Muzzarelli non ha la sufficienza

Il sindaco e la giunta appena sotto la sufficienza, ma i servizi sono promossi Un cittadino su due si sente insicuro in città ed è preoccupato dall’immigrazione

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MODENA. Era atteso da mesi, se ne parlava nei corridoi di partito già da alcuni giorni, nelle ultime ore le indicazioni trapelate sono diventate numeri nero su bianco, sui quali gli esponenti del Pd provinciale e cittadino si sono confrontati anche in alcune riunioni. Il sondaggio sul sindaco Muzzarelli e sulla giunta di Modena è arrivato puntuale a metà mandato, come vuole la tradizioni dei capoluoghi governati dal Pd.
Soddisfatti in casa Pd? Poco, a quando traspare. Il giudizio su sindaco e giunta è quasi sufficiente, a preoccupare sono soprattutto le intenzioni di voto e le criticità della città: la sicurezza è il primo problema per i modenesi. In più un cittadino su due dichiara di essere seriamente preoccupato dalla convivenza con gli extracomunitari.
Il campione. Si tratta di interviste, commissionate dal Pd regionale per monitorare le amministrazioni nei comuni capoluogo, che sono state fatte nella settimana centrale di marzo, dopo la scissione del Pd che ha portato alla costituzione del nuovo partito Movimento Democratico e Progressista. In tutto 800 intervistati in rappresentanza di diverse fasce d’età, titolo di studio e occupazione. È vero che i sondaggi sono da prendere con le molle, ma le indicazioni sono piuttosto chiare.
Se si votasse oggi. Quello che balza agli occhi è il confronto tra il 2014 e l’intenzione di voto espressa dagli intervistati. Il Pd valeva 45,5 per cento al primo turno, la coalizione di centrosinistra che ha sostenuto Gian Carlo Muzzarelli sindaco si era fermata al 49,7 per cento. Il sondaggio dice che il Pd oggi in città vale il 40,9 per cento e perde quindi 4,6 punti percentuali. Cresce invece il Movimento Cinquestelle, che dal 16,2 per cento vola al 24,5 per cento, con uno scostamento in positivo dell’8,3 per cento. Il sondaggio “misura la febbre” anche al neonato Movimento Democratico e Progressista, che si attesterebbe sul 4,1 per cento. Decolla la Lega Nord, esclusa dall’ultimo consiglio comunale quando si fermò al 3,1 per cento senza maturare nemmeno un seggio: il sondaggio pone la Lega al 9,6 per cento.
Forza Italia sarebbe il secondo partito di centrodestra con l’8,8 per cento, di fatto stabile rispetto al 2014, quando ottenne l’8,6%.
Ballottaggio sicuro. Per i numeri del sondaggio, il ballottaggio sarebbe certo. Il Pd e la coalizione arriverebbero mal massimo al 46,4 per cento, mettendo i Verdi e Mdp in maggioranza e lasciando invece fuori dal conteggio Sinistra Italia che, come altri partiti della sinistra, ad oggi non vede nemmeno col binocolo un’alleanza coi democratici. Un ballottaggio, nelle eventuali proporzioni, un po’ più preoccupante rispetto al 2014.
Promossi e bocciati. Che cosa funziona? I servizi sanitari e l’offerta culturale promossi a pieni voti, bocciati in modo categorico la sicurezza, la cui delega è nelle mani del sindaco, e la convivenza con gli extracomunitari.
Le paure. Che cosa preoccupa maggiormente i modenesi? Ancora una volta la sicurezza e l’ordine pubblico, così risponde il 37,1 per cento degli intervistati, e l’immigrazione (17%). Un modenese su due è turbato dalla poca sicurezza e dai risvolti legati ai flussi migratori.
I cantieri. L’amministrazione, invece, si salva con i cantieri “imbastiti”, sempre che questi partano. Sant’Agostino, Ex Amcm, la riqualificazione del liceo Sigonio e la nuova veste che verrà data all’area Nord sono priorità non solo per il sindaco ma anche per i cittadini.
Il gradimento. Il voto all’amministrazione non arriva alla sufficienza, 5,7, quello al sindaco è di conseguenza: 5,8. Quasi sufficiente se si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno.
Cosa resta. I più preoccupati, forse, dovrebbero essere coloro che il Pd lo governano. Sì il sindaco, ma anche i maggiori esponenti modenesi nelle cariche istituzionali anche romane, fino ai segretari, Lucia Bursi e Andrea Bortolamasi, che certo non possono gioire per questi numeri.
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