Raid in moschea: «Non siete benvenuti»
La frase e sette croci sono state disegnate lunedì sera sulla facciata del centro islamico “Al Medina”. Indagini della polizia
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Ne hanno disegnate sette di croci. Forse pensavano che una soltanto non fosse sufficiente a rivendicare la “cristianità” del loro gesto. A quei sette simboli hanno aggiunto una scritta, incisa con un pennarello nero: “Non siete i benvenuti”.
Quella frase e quelle croci sono state scritte lunedì sera, tra le 22 e le 23, sulla facciata del centro culturale islamico Al Medina di Sassuolo. Ad accorgersene Ouchim Hicham, giovane presidente dell’associazione di via Cavour, una strada nella zona residenziale vicino al parco Amico.
A vederla da fuori, quella che tutti chiamano moschea, ma che tecnicamente non lo è, sembra un edificio adibito ad officina meccanica. Ma il muro bianco, su cui sono state fatte le scritte, nasconde un piccolo centro culturale che il venerdì e nel periodo del Ramadan raccoglie (e accoglie) in preghiera quasi seicento fedeli islamici, che spesso sono costretti a dividersi in due turni perché la capienza è limitata.
Lunedì sera, oltre al presidente, c’erano solo altri pochi fedeli e nessuno si è accorto di quello che stava succedendo all’esterno, dove non ci sono telecamere. Il presidente mostra la moschea con un breve tour, mentre racconta lo sgomento provato per quella scritta e di come ieri mattina sia andato alla polizia per presentare denuncia. Gli agenti, già nella serata di lunedì, avevano fatto un primo sopralluogo ed ora proseguiranno le indagini per risalire ai colpevoli.
Colpevoli che probabilmente ignorano che cosa sia il centro islamico di via Cavour e che forse nemmeno si rendono conto dell’inutilità di quelle scritte, dato che i fedeli islamici si sentono benvenuti a Sassuolo come ricorda Ouchim. E il rapporto è reciproco, perché il centro Al Medina è quanto di più lontano ci si possa immaginare da un luogo chiuso e che si isola dall’esterno e dalle altre religioni. Qui esiste un’iniziativa di “open day” grazie alla quale chiunque voglia visitare la moschea può farlo, senza alcun problema ed anzi venendo accolto con la massima disponibilità. Così come nel corso degli anni sono state numerose le iniziative interreligiose organizzate e proprio per questo la strumentalizzazione del simbolo della croce fa ancora più male, in primis ad Ouchim che quando parla dei cristiani usa il termine “fratelli”.
All’apparenza non ci sono motivi particolari che possano avere causato il gesto, la moschea nelle ultime settimane aveva portato avanti la sua attività normale senza eventi fuori dal comune o che possano avere aumentato l’attenzione dell’opinione pubblica. Un gesto per il momento inspiegabile, se non attraverso il mero odio religioso.
«Ma forse cancelleremo solo il “non”, lasceremo “siete i benvenuti”». (gib)
Quella frase e quelle croci sono state scritte lunedì sera, tra le 22 e le 23, sulla facciata del centro culturale islamico Al Medina di Sassuolo. Ad accorgersene Ouchim Hicham, giovane presidente dell’associazione di via Cavour, una strada nella zona residenziale vicino al parco Amico.
A vederla da fuori, quella che tutti chiamano moschea, ma che tecnicamente non lo è, sembra un edificio adibito ad officina meccanica. Ma il muro bianco, su cui sono state fatte le scritte, nasconde un piccolo centro culturale che il venerdì e nel periodo del Ramadan raccoglie (e accoglie) in preghiera quasi seicento fedeli islamici, che spesso sono costretti a dividersi in due turni perché la capienza è limitata.
Lunedì sera, oltre al presidente, c’erano solo altri pochi fedeli e nessuno si è accorto di quello che stava succedendo all’esterno, dove non ci sono telecamere. Il presidente mostra la moschea con un breve tour, mentre racconta lo sgomento provato per quella scritta e di come ieri mattina sia andato alla polizia per presentare denuncia. Gli agenti, già nella serata di lunedì, avevano fatto un primo sopralluogo ed ora proseguiranno le indagini per risalire ai colpevoli.
Colpevoli che probabilmente ignorano che cosa sia il centro islamico di via Cavour e che forse nemmeno si rendono conto dell’inutilità di quelle scritte, dato che i fedeli islamici si sentono benvenuti a Sassuolo come ricorda Ouchim. E il rapporto è reciproco, perché il centro Al Medina è quanto di più lontano ci si possa immaginare da un luogo chiuso e che si isola dall’esterno e dalle altre religioni. Qui esiste un’iniziativa di “open day” grazie alla quale chiunque voglia visitare la moschea può farlo, senza alcun problema ed anzi venendo accolto con la massima disponibilità. Così come nel corso degli anni sono state numerose le iniziative interreligiose organizzate e proprio per questo la strumentalizzazione del simbolo della croce fa ancora più male, in primis ad Ouchim che quando parla dei cristiani usa il termine “fratelli”.
All’apparenza non ci sono motivi particolari che possano avere causato il gesto, la moschea nelle ultime settimane aveva portato avanti la sua attività normale senza eventi fuori dal comune o che possano avere aumentato l’attenzione dell’opinione pubblica. Un gesto per il momento inspiegabile, se non attraverso il mero odio religioso.
«Ma forse cancelleremo solo il “non”, lasceremo “siete i benvenuti”». (gib)
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