Tari e imprese: a Modena si stanga di più
di Luca Gardinale
Il capoluogo con Sassuolo e Maranello è il più caro: «Differenze fino al 200%». Guerzoni: «Aumenti inevitabili per i servizi»
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Per la birreria è meglio puntare su Pavullo, che tra l’altro ha un’ottima tradizione in fatto di pub. Per chi ha in testa la pasticceria, invece, va benissimo Vignola, e anche qui la storia è favorevole. Sempre a Pavullo, per chi preferisce attività meno rumorose, ci sarebbero anche ortofrutta e pescherie. Qualcosa, a dire la verità, si potrebbe aprire anche a Modena: un salone di parrucchiere, ad esempio. Fermo restando che, volendo fare le cose per bene, tutte queste attività sarebbero da aprire a Zocca, dove i costi vanno sensibilmente giù. Perché, pur restando all’interno della provincia, i numeri della Tari sulle imprese cambiano – e anche parecchio – spostandosi tra una zona e l’altra.
A fare i conti sul peso della tassa dei rifiuti sulle attività commerciali, giusto qualche giorno dopo l’annuncio dei rincari in diversi Comuni della provincia, è Confcommercio Modena, che ha affidato al suo ufficio studi un’indagine su nove diverse categorie commerciali di sette zone del modenese: oltre al capoluogo, ci sono Sassuolo, Maranello, Pavullo, Mirandola, Vignola e Zocca.
E i numeri che emergono dall’analisi, in effetti, sono piuttosto sorprendenti, con differenze molto marcate da una zona all’altra. In generale, i Comuni in cui la Tari incide maggiormente sono Modena, Sassuolo e Maranello: un fatto che ci si potrebbe comunque aspettare, visto il diverso appeal delle zone commerciali del capoluogo e del distretto ceramico, ma non con le proporzioni evidenziate da Confcommercio.
Entrando nel dettaglio, si parte dalla categoria ‘ristoranti, pizzerie e birrerie’: a Modena, il valore medio della Tari è di 20,41 euro al metro quadro, ovvero il 37% in più della media (14,8 euro), e soprattutto il doppio di Pavullo, dove si pagano 10,51 euro al metro. Il posto migliore dove aprire un ristorante, guardando esclusivamente alla tassa dei rifiuti, è senza dubbio Zocca, dove si spendono appena 5,19 euro al metro.
E il rapporto uno a due tra Pavullo e Modena è valido anche per il settore contiguo dei ‘bar, caffetterie e pasticcerie’: anche qui, nel capoluogo si pagano mediamente circa 20 euro al metro quadro (19,58), mentre in Appennino si scende a 10,51 euro. Rifiuti ‘economici’ anche a Vignola, dove la Tari incide per 10,4 euro al metro, mentre il valore medio negli altri Comuni capoluogo della Regione (14,71) è sensibilmente inferiore a quello modenese. Ma restando sull’alimentazione, una tariffa ancora più vertiginosa la pagano i titolari di ortofrutta, pescherie e pizzerie al taglio di Modena, con una spesa media di 23,74 euro al metro quadrato . Ma non per tutti i tipi di attività Modena risulta essere la più cara. Sul settore alberghi, ad esempio, va meglio: la media di 3,44 euro al metro quadrato è decisamente inferiore all’esborso degli albergatori sassolesi, che pagano 7,11 euro al metro. Piuttosto cara anche Maranello (5,79 euro), dove è però prevista una sforbiciata del 25% per le attività che aderiscono ai programmi di raccolta differenziata. Sassuolo è in testa anche alla classifica del costo della tassa sui rifiuti per negozi di abbigliamento e librerie, con un’aliquota di 6,11 euro al metro. Tornando a Modena, non va male a parrucchieri ed estetisti, che pagano 3,72 euro al metro, mentre a Maranello e Sassuolo si paga il doppio (6,41 e 6,18 euro). E a parlare di ‘differenze incredibili’ è il vicepresidente provinciale dell’associazione: «Casi – spiega Massimo Malpighi – che mettono a nudo un andamento inspiegabile, più volte denunciato da Confcommercio in questi anni, nell’applicazione delle aliquote, che quest’anno chiederemo a tutti i Comuni di congelare’. Ma tra i problemi sollevati dall’associazione c’è anche quello delle aree sulle quali si calcola la tassa: Malpighi punta così il dito contro ‘l’inclusione, tra le superfici utili ai fini del pagamento della Tari, di aree accessorie, come rischia di accadere a Modena per effetto di controlli in atto su diversi pubblici esercizi e altre attività commerciali».
E sul tema in serata è arrivata la replicsa dell’assessore Giulio Giuerzoni, che ricalca la giustificazione che viene propostao gni anno in questa occasione. «L'aumento della Tari - spiega l'assessore all'Ambiente Giulio Guerzoni - è conseguente ad alcune scelte della Regione, in particolare la delibera sul conguaglio del corrispettivo per la raccolta indifferenziata, che hanno influito negativamente sul nostro Pef e quindi sulle tariffe. A fronte di questo carico imprevisto, avremmo potuto decidere di mantenere la tassa sostanzialmente invariata tagliando i nuovi servizi e progetti ma abbiamo scelto di non farlo e di continuare a incentivare sia i servizi di raccolta che gli interventi a favore del decoro cittadino».
A fare i conti sul peso della tassa dei rifiuti sulle attività commerciali, giusto qualche giorno dopo l’annuncio dei rincari in diversi Comuni della provincia, è Confcommercio Modena, che ha affidato al suo ufficio studi un’indagine su nove diverse categorie commerciali di sette zone del modenese: oltre al capoluogo, ci sono Sassuolo, Maranello, Pavullo, Mirandola, Vignola e Zocca.
E i numeri che emergono dall’analisi, in effetti, sono piuttosto sorprendenti, con differenze molto marcate da una zona all’altra. In generale, i Comuni in cui la Tari incide maggiormente sono Modena, Sassuolo e Maranello: un fatto che ci si potrebbe comunque aspettare, visto il diverso appeal delle zone commerciali del capoluogo e del distretto ceramico, ma non con le proporzioni evidenziate da Confcommercio.
Entrando nel dettaglio, si parte dalla categoria ‘ristoranti, pizzerie e birrerie’: a Modena, il valore medio della Tari è di 20,41 euro al metro quadro, ovvero il 37% in più della media (14,8 euro), e soprattutto il doppio di Pavullo, dove si pagano 10,51 euro al metro. Il posto migliore dove aprire un ristorante, guardando esclusivamente alla tassa dei rifiuti, è senza dubbio Zocca, dove si spendono appena 5,19 euro al metro.
E il rapporto uno a due tra Pavullo e Modena è valido anche per il settore contiguo dei ‘bar, caffetterie e pasticcerie’: anche qui, nel capoluogo si pagano mediamente circa 20 euro al metro quadro (19,58), mentre in Appennino si scende a 10,51 euro. Rifiuti ‘economici’ anche a Vignola, dove la Tari incide per 10,4 euro al metro, mentre il valore medio negli altri Comuni capoluogo della Regione (14,71) è sensibilmente inferiore a quello modenese. Ma restando sull’alimentazione, una tariffa ancora più vertiginosa la pagano i titolari di ortofrutta, pescherie e pizzerie al taglio di Modena, con una spesa media di 23,74 euro al metro quadrato . Ma non per tutti i tipi di attività Modena risulta essere la più cara. Sul settore alberghi, ad esempio, va meglio: la media di 3,44 euro al metro quadrato è decisamente inferiore all’esborso degli albergatori sassolesi, che pagano 7,11 euro al metro. Piuttosto cara anche Maranello (5,79 euro), dove è però prevista una sforbiciata del 25% per le attività che aderiscono ai programmi di raccolta differenziata. Sassuolo è in testa anche alla classifica del costo della tassa sui rifiuti per negozi di abbigliamento e librerie, con un’aliquota di 6,11 euro al metro. Tornando a Modena, non va male a parrucchieri ed estetisti, che pagano 3,72 euro al metro, mentre a Maranello e Sassuolo si paga il doppio (6,41 e 6,18 euro). E a parlare di ‘differenze incredibili’ è il vicepresidente provinciale dell’associazione: «Casi – spiega Massimo Malpighi – che mettono a nudo un andamento inspiegabile, più volte denunciato da Confcommercio in questi anni, nell’applicazione delle aliquote, che quest’anno chiederemo a tutti i Comuni di congelare’. Ma tra i problemi sollevati dall’associazione c’è anche quello delle aree sulle quali si calcola la tassa: Malpighi punta così il dito contro ‘l’inclusione, tra le superfici utili ai fini del pagamento della Tari, di aree accessorie, come rischia di accadere a Modena per effetto di controlli in atto su diversi pubblici esercizi e altre attività commerciali».
E sul tema in serata è arrivata la replicsa dell’assessore Giulio Giuerzoni, che ricalca la giustificazione che viene propostao gni anno in questa occasione. «L'aumento della Tari - spiega l'assessore all'Ambiente Giulio Guerzoni - è conseguente ad alcune scelte della Regione, in particolare la delibera sul conguaglio del corrispettivo per la raccolta indifferenziata, che hanno influito negativamente sul nostro Pef e quindi sulle tariffe. A fronte di questo carico imprevisto, avremmo potuto decidere di mantenere la tassa sostanzialmente invariata tagliando i nuovi servizi e progetti ma abbiamo scelto di non farlo e di continuare a incentivare sia i servizi di raccolta che gli interventi a favore del decoro cittadino».
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