«Vedere il Papa tra i malati ci ha dato più coraggio»
di Serena Arbizzi
Paolo Carnevali, presidente Unitalsi: «Un grande sforzo assistere i 4500 disabili» «All’alba già operativi e che gioia aver esaudito il desiderio di una ragazzina»
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Una ragazzina di Mirandola gravemente ammalata, un’anziana disabile che può uscire di casa solo se accompagnata, ammalati di Sla arrivati da ogni parte d’Italia. Domenica mattina ad assistere a Messa e angelus c’erano oltre 4500 disabili e accompagnatori che sono potuti arrivare in piazza grazie alla regia attenta dell’Unitalsi, l’Unione trasporto ammalati a Lourdes e nei santuari internazionali. La macchina organizzativa che si è messa in moto per consentire alle categorie più fragili di fedeli di accedere a piazza Martiri per assistere a messa e Angelus di Papa Francesco è stata imponente e preparata ad ogni evenienza possibile in eventi granitici come quello della visita del Papa.
«Vedere il Papa che guardava negli occhi i nostri amici è stato un momento fortissimo, di impatto enorme, un’emozione unica - commenta Paolo Carnevali, presidente dell’Unitalsi - Hanno potuto vivere una giornata speciale e noi con loro. Siamo arrivati intorno alle 4.45 e ci siamo suddivisi in due squadre per poter affrontare al meglio tutte le esigenze organizzative. Una squadra si è diretta in piazza Martiri per organizzare gli spazi. La seconda si è posizionata al piazzale della Meridiana, dietro le poste, per l’organizzazione dei parcheggi. Da lì potevamo controllare il trasporto tramite le navette dei disabili dal parcheggio al loro posto a sedere. Una fase che è stato possibile affrontare grazie anche all’aiuto di una trentina di scout. Avevamo preventivato, infatti, che alcuni disabili, seppur marcianti, ovvero in grado di camminare, non se la sarebbero sentita di affrontare un percorso a piedi di qualche centinaia di metri. Così, abbiamo tenuto a disposizione una ventina di carrozzine vuote con cui accompagnare i nostri amici dal parcheggio in piazza. Le storie dei nostri amici che domenica mattina sono venuti dal Papa sono le più variegate. Tra queste, c’è quella di una ragazzina di Mirandola, colpita da un male terribile. Lei voleva a tutti i costi vedere il Papa da vicino. Abbiamo cercato di metterla davanti, perché avesse questa possibilità. E alla fine ce l’ha fatta, perché il Pontefice ha fatto il “bagno di folla” “tuffandosi” tra i nostri amici e regalando loro momenti indimenticabili».
Gli ammalati di Sla, poi, erano posizionati tra le prime file del settore di destra di fronte al palco papale. Anche in questo caso una posizione idonea da cui è stato possibile vedere il Pontefice dalla carrozzina.
«Sono state ore di grande serenità - conclude Carnevali - E siamo riusciti a dare la possibilità di vedere il Pontefice anche a qualcuno che non si era prenotato per tempo».
L’impegno dell’Unitalsi non si esaurisce con la visita del Papa. La domenica delle palme si terrà una messa in Cattedrale alla quale prenderanno parte anche i disabili, il 23 aprile ci sarà una gita a Padova, dal 12 al 14 maggio un pellegrinaggio con il vescovo in Francia.
«Vedere il Papa che guardava negli occhi i nostri amici è stato un momento fortissimo, di impatto enorme, un’emozione unica - commenta Paolo Carnevali, presidente dell’Unitalsi - Hanno potuto vivere una giornata speciale e noi con loro. Siamo arrivati intorno alle 4.45 e ci siamo suddivisi in due squadre per poter affrontare al meglio tutte le esigenze organizzative. Una squadra si è diretta in piazza Martiri per organizzare gli spazi. La seconda si è posizionata al piazzale della Meridiana, dietro le poste, per l’organizzazione dei parcheggi. Da lì potevamo controllare il trasporto tramite le navette dei disabili dal parcheggio al loro posto a sedere. Una fase che è stato possibile affrontare grazie anche all’aiuto di una trentina di scout. Avevamo preventivato, infatti, che alcuni disabili, seppur marcianti, ovvero in grado di camminare, non se la sarebbero sentita di affrontare un percorso a piedi di qualche centinaia di metri. Così, abbiamo tenuto a disposizione una ventina di carrozzine vuote con cui accompagnare i nostri amici dal parcheggio in piazza. Le storie dei nostri amici che domenica mattina sono venuti dal Papa sono le più variegate. Tra queste, c’è quella di una ragazzina di Mirandola, colpita da un male terribile. Lei voleva a tutti i costi vedere il Papa da vicino. Abbiamo cercato di metterla davanti, perché avesse questa possibilità. E alla fine ce l’ha fatta, perché il Pontefice ha fatto il “bagno di folla” “tuffandosi” tra i nostri amici e regalando loro momenti indimenticabili».
Gli ammalati di Sla, poi, erano posizionati tra le prime file del settore di destra di fronte al palco papale. Anche in questo caso una posizione idonea da cui è stato possibile vedere il Pontefice dalla carrozzina.
«Sono state ore di grande serenità - conclude Carnevali - E siamo riusciti a dare la possibilità di vedere il Pontefice anche a qualcuno che non si era prenotato per tempo».
L’impegno dell’Unitalsi non si esaurisce con la visita del Papa. La domenica delle palme si terrà una messa in Cattedrale alla quale prenderanno parte anche i disabili, il 23 aprile ci sarà una gita a Padova, dal 12 al 14 maggio un pellegrinaggio con il vescovo in Francia.
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