Modena: Aria alla Madonnina, il clima resta teso
Finito a tarda notte il duro confronto cittadini-giunta, le rassicurazioni non bastano: istanze in arrivo
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«Se per caso la Fonderia non riesce ad andare da un’altra parte, alla fine del 2021 chiude in tutti i modi». Così Gian Carlo Muzzarelli ha terminato l’infuocata assemblea nella sede delle Fonderie Cooperative riunite. Il sindaco s’è alzato per protesta quando Chiara Costetti, portavoce del comitato RespiriaMO aria pulita - Modena, ha elencato i nove punti di un’istanza da consegnare in Comune. Gli oltre cento firmatari hanno chiesto, tra l’altro, la «installazione immediata» di strumenti per la verifica continua su tutte le emissioni («come già sperimentato in regione») e la loro presenza nelle fasi della verifica. Costetti è stata accusata di «frasi false e procurato allarme» da Giulio Guerzoni.
Il comitato ha «respinto con forza le accuse, auspicando un passo indietro», il primo cittadino ha zittito l’assessore all’Ambiente e ha poi incoraggiato i cittadini a denunciare. «Se non esistono gli atti giuridici - ha risposto Muzzarelli, più volte interrotto - è complicato farsi carico delle scelte. Non mi risulta alcun atto pubblico delle amministrazioni comunali precedenti in cui si decideva di spostare l’impianto. Se qualche personaggio politico ha detto in modo diverso lo dovete denunciare». Il dibattito è proseguito. «L’amministrazione comunale aveva promesso, sbandierando un accordo nel 2008, che entro il 2012 le Fonderie sarebbero andate via», ha accusato un residente. «Non ho nessun atto», ha proseguito Muzzarelli.
«Il Comune ha la lingua biforcuta - ha rilanciato il cittadino - e ciò lo viviamo sulla nostra pelle». «In materia penale la Cassazione ha inquadrato come reato per la violazione dell'art.674 del Codice Penale (getto di cose pericolose) per molestie olfattive i cuochi che friggevano al piano di sotto di un condominio - ha denunciato a margine Emilio Salemme - ma nel caso della fonderia, che ha avuto tutte le autorizzazioni da Arpae e Ausl, non è risolto il problema della molestia olfattiva». L'ambientalista ha ribadito che «o la fonderia chiude o ci sarà molto lavoro per gli studi legali». «Trattandosi della seconda classe delle aziende insalubri (ovvero che richiedono speciali cautele per l’incolumità del vicinato, ndr) - ha detto Alberto Amadei, dirigente del dipartimento di Salute Pubblica dell’Ausl - segnaliamo la presenza di problemi». Diversi hanno posto dubbi sui controlli. «Se non ci fidiamo dei pubblici ufficiali li denunciamo - ha ribattuto il sindaco - io non ho problemi. A una certa data (31 gennaio 2022) l’impianto non ci deve essere più e lo dobbiamo sancire nero su bianco. Sono disponibile a incontri periodici e a fare un tavolo. Alcuni interventi partiranno subito (come l’ottimizzazione delle aspirazioni), altri in agosto. L’obiettivo è aumentare l’abbattimento dei livelli degli odori. Andremo in Consiglio comunale (c’è un’interrogazione di Articolo 1) e diremo quali impegni la Giunta ha assunto. Tutti gli atti sono da chiudere entro quest’anno». Se l’azienda volesse rinnovare l’autorizzazione integrata ambientale? «Impossibile, non l’autorizzeremo mai», ha ribadito Muzzarelli. «Questa sede della fonderia va chiusa e basta - ha ribadito Paolo Brini - poi se ne deve costruire un’altra con tutte le tutele». Il sindacalista della Fiom-Cgil ha invocato «un tavolo costituzionale con tutti, cittadini compresi». «Parteciperemo in modo costruttivo», ha garantito Costetti.
Gabriele Farina
Il comitato ha «respinto con forza le accuse, auspicando un passo indietro», il primo cittadino ha zittito l’assessore all’Ambiente e ha poi incoraggiato i cittadini a denunciare. «Se non esistono gli atti giuridici - ha risposto Muzzarelli, più volte interrotto - è complicato farsi carico delle scelte. Non mi risulta alcun atto pubblico delle amministrazioni comunali precedenti in cui si decideva di spostare l’impianto. Se qualche personaggio politico ha detto in modo diverso lo dovete denunciare». Il dibattito è proseguito. «L’amministrazione comunale aveva promesso, sbandierando un accordo nel 2008, che entro il 2012 le Fonderie sarebbero andate via», ha accusato un residente. «Non ho nessun atto», ha proseguito Muzzarelli.
«Il Comune ha la lingua biforcuta - ha rilanciato il cittadino - e ciò lo viviamo sulla nostra pelle». «In materia penale la Cassazione ha inquadrato come reato per la violazione dell'art.674 del Codice Penale (getto di cose pericolose) per molestie olfattive i cuochi che friggevano al piano di sotto di un condominio - ha denunciato a margine Emilio Salemme - ma nel caso della fonderia, che ha avuto tutte le autorizzazioni da Arpae e Ausl, non è risolto il problema della molestia olfattiva». L'ambientalista ha ribadito che «o la fonderia chiude o ci sarà molto lavoro per gli studi legali». «Trattandosi della seconda classe delle aziende insalubri (ovvero che richiedono speciali cautele per l’incolumità del vicinato, ndr) - ha detto Alberto Amadei, dirigente del dipartimento di Salute Pubblica dell’Ausl - segnaliamo la presenza di problemi». Diversi hanno posto dubbi sui controlli. «Se non ci fidiamo dei pubblici ufficiali li denunciamo - ha ribattuto il sindaco - io non ho problemi. A una certa data (31 gennaio 2022) l’impianto non ci deve essere più e lo dobbiamo sancire nero su bianco. Sono disponibile a incontri periodici e a fare un tavolo. Alcuni interventi partiranno subito (come l’ottimizzazione delle aspirazioni), altri in agosto. L’obiettivo è aumentare l’abbattimento dei livelli degli odori. Andremo in Consiglio comunale (c’è un’interrogazione di Articolo 1) e diremo quali impegni la Giunta ha assunto. Tutti gli atti sono da chiudere entro quest’anno». Se l’azienda volesse rinnovare l’autorizzazione integrata ambientale? «Impossibile, non l’autorizzeremo mai», ha ribadito Muzzarelli. «Questa sede della fonderia va chiusa e basta - ha ribadito Paolo Brini - poi se ne deve costruire un’altra con tutte le tutele». Il sindacalista della Fiom-Cgil ha invocato «un tavolo costituzionale con tutti, cittadini compresi». «Parteciperemo in modo costruttivo», ha garantito Costetti.
Gabriele Farina
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