«Federico diceva che sono pazza»
di Carlo Gregori
Oncologo a processo, Petropulacos: ero in vacanza e spiegava che ero ricoverata
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Pazza e inadatta: sono le accuse – con altre offese personali – pronunciate dal professor Massimo Federico, oncologo modenese, nel corso di una conferenza stampa contro l’allora direttrice generale dell’ospedale di via Del Pozzo Licia Petropulacos che l’ha poi querelato per diffamazione. E ieri, prima udienza del processo, la Petropulacos, oggi parte civile (assistita dall’avvocato Luca Pastorelli), ha raccontato al giudice il contenuto di dichiarazioni pesanti e offensive che, per decenza, non furono riportare nelle cronache ma che sono riprodotte nella registrazione integrale fatta dall’Ufficio Stampa del Policlinico. E che ora verranno trascritte dal perito.
Che tra il professor Federico e la sua direttrice Petropulacos ci fossero tensioni è un fatto stranoto. Dopo gli arresti per lo scandalo di Cardiologia, nel novembre 2012 la Petropulacos ordinò ispezioni in vari Dipartimenti dove si svolgevano ricerche mediche. Tra questi, anche Oncologia dove lavorava Federico. Poco dopo, da metà dicembre fino a febbraio, al Policlinico iniziarono a circolare le copie della lettera anonima del “corvo” contro la Petropulacos che l’offendeva diffamandola con insinuazioni pesantissime sostenendo che era clinicamente pazza, affermazione menzognera. Il “corvo” non fu mai smascherato ma per quella vicenda fu condannato il dottor Daniele Giovanardi come diffusore dei contenuti, fu assolta la sua collega Maura Bucciarelli mentre il professor Federico fu prosciolto per una questione tecnico-giuridica prima che si entrasse nel merito. Il processo iniziato ieri riguarda invece una conferenza stampa fatta un anno dopo, nel dicembre 2013. Nel corso dei 45 minuti del suo intervento, Federico attaccò la Petropulacos invitando i giornalisti a verificare in dogana se era vero che era partita per un viaggio all’estero o se invece si trovava da un’altra parte in Italia… Sosteneva poi che era inadatta a dirigere l’ospedale e condiva il tutto con offese personali. Pochi giorni dopo, al direttore sanitario dottor Anselmo Campagna il prof. Federico disse che la Petropulacos non si trovava in vacanza all’estero ma era ricoverata in una casa di cura psichiatrica in Italia. Per coincidenza, erano le stesse accuse diffamatorie (e infondate) contenute nella lettera del “corvo”.
Di questo ieri la Petropulacos ha riferito al giudice ricordando che le accuse nascevano dalla convinzione di Federico - secondo lei del tutto infondata - di essere perseguitato da lei. «In realtà, svolgevo le normali funzioni di vigilanza di un direttore ospedaliero – ha detto – e non solo con Federico». Quando il difensore dell’oncologo, avvocato Paolo Petrella, ha chiesto alla Petropulacos se poteva provare di essere andata all’estero, l’attuale direttrice sanitaria regionale, ricordando di essere una libera cittadina e non dover giustificare i suoi viaggi, ha spontaneamente mostrato al giudice il passaporto. I timbri per l’India e il Nepal coincidevano con il periodo delle insinuazioni: non poteva essere ricoverata in una clinica.
Che tra il professor Federico e la sua direttrice Petropulacos ci fossero tensioni è un fatto stranoto. Dopo gli arresti per lo scandalo di Cardiologia, nel novembre 2012 la Petropulacos ordinò ispezioni in vari Dipartimenti dove si svolgevano ricerche mediche. Tra questi, anche Oncologia dove lavorava Federico. Poco dopo, da metà dicembre fino a febbraio, al Policlinico iniziarono a circolare le copie della lettera anonima del “corvo” contro la Petropulacos che l’offendeva diffamandola con insinuazioni pesantissime sostenendo che era clinicamente pazza, affermazione menzognera. Il “corvo” non fu mai smascherato ma per quella vicenda fu condannato il dottor Daniele Giovanardi come diffusore dei contenuti, fu assolta la sua collega Maura Bucciarelli mentre il professor Federico fu prosciolto per una questione tecnico-giuridica prima che si entrasse nel merito. Il processo iniziato ieri riguarda invece una conferenza stampa fatta un anno dopo, nel dicembre 2013. Nel corso dei 45 minuti del suo intervento, Federico attaccò la Petropulacos invitando i giornalisti a verificare in dogana se era vero che era partita per un viaggio all’estero o se invece si trovava da un’altra parte in Italia… Sosteneva poi che era inadatta a dirigere l’ospedale e condiva il tutto con offese personali. Pochi giorni dopo, al direttore sanitario dottor Anselmo Campagna il prof. Federico disse che la Petropulacos non si trovava in vacanza all’estero ma era ricoverata in una casa di cura psichiatrica in Italia. Per coincidenza, erano le stesse accuse diffamatorie (e infondate) contenute nella lettera del “corvo”.
Di questo ieri la Petropulacos ha riferito al giudice ricordando che le accuse nascevano dalla convinzione di Federico - secondo lei del tutto infondata - di essere perseguitato da lei. «In realtà, svolgevo le normali funzioni di vigilanza di un direttore ospedaliero – ha detto – e non solo con Federico». Quando il difensore dell’oncologo, avvocato Paolo Petrella, ha chiesto alla Petropulacos se poteva provare di essere andata all’estero, l’attuale direttrice sanitaria regionale, ricordando di essere una libera cittadina e non dover giustificare i suoi viaggi, ha spontaneamente mostrato al giudice il passaporto. I timbri per l’India e il Nepal coincidevano con il periodo delle insinuazioni: non poteva essere ricoverata in una clinica.
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