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Gildo, partigiano bambino

VIGNOLA. Il circolo Arci Ribalta ha ospitato la presentazione del libro “Il partigiano bambino. La storia di Gildo Moncada”. Sul palco c’era l’autore del racconto, Raimondo Moncada, figlio del...

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VIGNOLA. Il circolo Arci Ribalta ha ospitato la presentazione del libro “Il partigiano bambino. La storia di Gildo Moncada”. Sul palco c’era l’autore del racconto, Raimondo Moncada, figlio del partigiano che, all’età di 15 anni, decise di unirsi alla brigata “Leoni” e prendere parte alla Resistenza. Di cosa parla il libro? «È la storia di un ragazzo, mio padre appunto, che ha avuto fede - ha raccontato l’autore, visibilmente commosso - ha creduto in un ideale. È la storia dell’impegno politico portata all’estremo. Nel racconto c’è tanta sofferenza. Ho deciso di parlarne perché le situazioni drammatiche, i traumi, vengono trasmessi di generazione in generazione». Dalla Sicilia, terra d’origine di Gildo Moncada, la vostra famiglia si è ritrovata in Umbria. Come mai? «C’era la guerra e in Sicilia sarebbero dovuti sbarcare gli alleati - ha spiegato Moncada - così si trasferirono nel Centro Italia con la speranza di una vita migliore. Mio nonno partì con tutta la famiglia, lasciando casa sua e i sacrifici di una vita intera, il suo lavoro. Arrivati, però, trovarono le bombe: mio padre decise così di seguire i partigiani sulle montagne. Diede il suo contributo e ne uscì mutilato».
Martina Stocco

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