Il sondaggio Pd non piace agli scissionisti
Mdp cita una sua indagine che li vede al 10% e non al 4%. Andrea Bortolamasi: «C’è da lavorare»
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Il sondaggio del Pd pubblicato ieri dal nostro giornale ha creato un bel po’ di vespaio nella Modena politica. La “caccia alle streghe” dentro al Pd per capire chi era stato a diffondere certi dati, la rivisitazione dei numeri per far apparire il giudizio sul sindaco una promozione piena, la rincorsa degli altri partiti per misurare, invece, il proprio valore, come la soddisfazione dei grillini (Pd al 40% e M5S al 24%) e i dubbi del Movimento Democratico e Progressista. Mdp, impegnato a sottolineare come non abbia mai chiesto un nuovo assessore in giunta, dice anche che il sondaggio non li convince fino in fondo sulle intenzioni di voto: «Più o meno negli stessi giorni, a metà marzo circa, senza logo e un nostro nome definitivo, un sondaggio nazionale (Bidimedia) disaggregato per regioni dava in Emilia-Romagna Pd al 34% e Articolo 1-Mdp al 10%. Era un sondaggio sulla Emilia-Romagna ma mi riesce difficile immaginare che, a a Modena, Art.1-Mdp possa risultare sotto la media. Anzi per fare il 10% regionale è verosimile che il dato di Modena debba essere superiore. Ma parliamo di una cosa, i sondaggi, che il 3 dicembre 2016 davano un testa a testa “sì” e “no”... poi è finita 40 a 60%. È un gioco, utile a capire ma quelli che contano sono i voti veri».
Già, e questo lo sa bene anche il Pd. Ieri a commentare i voti ci ha pensato il segretario cittadino Andrea Bortolamasi: «Si tratta di uno strumento interno al partito, le cui risultanze saranno discusse e condivise negli organi deputati, e che serve per meglio comprendere le esigenze e le aspettative della cittadinanza, in modo da calibrare l’azione politica e istituzionale. Abbiamo sempre giudicato il sondaggio uno strumento utile per analizzare la città, in grado di raccogliere indicazioni positive e critiche, senza nascondere i problemi. Il dato più significativo è che la maggioranza dei cittadini (50%) pensa che la città si sta modernizzando, mentre solo per una minoranza sta invece regredendo (37%). I più convinti (73%) sono proprio i giovani (fascia di età 18-29 anni), mentre il giudizio positivo è ugualmente condiviso tra elettori di centro-destra (62%) e centro-sinistra (55%). La città, insomma, è in movimento, c’è ancora molto da fare naturalmente soprattutto nei settori che vengono percepiti come più delicati, ma siamo certamente sulla buona strada, ben sapendo che ci aspetta un grande lavoro da qui al 2019». (d.b.)
Già, e questo lo sa bene anche il Pd. Ieri a commentare i voti ci ha pensato il segretario cittadino Andrea Bortolamasi: «Si tratta di uno strumento interno al partito, le cui risultanze saranno discusse e condivise negli organi deputati, e che serve per meglio comprendere le esigenze e le aspettative della cittadinanza, in modo da calibrare l’azione politica e istituzionale. Abbiamo sempre giudicato il sondaggio uno strumento utile per analizzare la città, in grado di raccogliere indicazioni positive e critiche, senza nascondere i problemi. Il dato più significativo è che la maggioranza dei cittadini (50%) pensa che la città si sta modernizzando, mentre solo per una minoranza sta invece regredendo (37%). I più convinti (73%) sono proprio i giovani (fascia di età 18-29 anni), mentre il giudizio positivo è ugualmente condiviso tra elettori di centro-destra (62%) e centro-sinistra (55%). La città, insomma, è in movimento, c’è ancora molto da fare naturalmente soprattutto nei settori che vengono percepiti come più delicati, ma siamo certamente sulla buona strada, ben sapendo che ci aspetta un grande lavoro da qui al 2019». (d.b.)
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