Pavullo: Incendio, paura in un palazzo
di Daniele Montanari
Pavullo. Quattro persone in ospedale, tra cui una bimba, per il fumo respirato. Quartiere mobilitato
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PAVULLO. Lo spavento è stato tanto, e ha portato a una fitta mobilitazione con in campo vigili del fuoco, ambulanza e carabinieri. Ma per fortuna non ci sono state conseguenze. È successo verso le 12.30 a Pavullo, in appartamento al secondo piano della palazzina al civico 53 di via XX Aprile, zona Budria. A causa di un cortocircuito, in un vano vicino alle scale si sono sprigionate dalla caldaia fiammate, che hanno subito attecchito in pedane e scarpe posizionate lì sotto, causando parecchio fumo e facendo temere il peggio.
In quel momento in casa c’erano una mamma 33enne con la sua bimba di dieci mesi e la nonna 91enne. La giovane ha dato subito l’allarme chiamando il 115 e la madre 63enne, che era uscita per andare in farmacia: “Mamma mamma, qui c’è fumo dappertutto!”, si è sentita dire al telefono. Ma la ragazza ha avuto l’accortezza di andare subito sul balcone con la sua bimba e la nonna, e in questo modo si è ridotta al minimo la quantità di fumo respirata dalle tre.
I vigili del fuoco sono arrivati in pochi minuti, e le hanno subito condotte fuori spegnendo l’incendio. All’esterno erano già pronte le ambulanze di Avap e 118, che hanno portato le tre e la madre (che nel sopraggiungere aveva anche lei inalato fumo) all’ospedale di Pavullo, da dove però sono state dimesse già a metà pomeriggio. È finita bene anche alla prevenzione: «Avevamo istallato un sistema di sicurezza che, in caso di malfunzionamenti, avrebbe bloccato subito l’irrorazione di gas alla caldaia - ha spiegato la madre G.P. - e così è stato. Ringrazio elettricista ed idraulico perché hanno lavorato bene. Ma anche vigili del fuoco, carabinieri e soccorritori che sono stati velocissimi. E il vicinato per la solidarietà: quando ci hanno visto nell’emergenza, tante persone sono accorse pronte ad ospitarci, se ne avessimo avuto bisogno. Un bel sentimento di comunità, davvero».
Sarà una perizia tecnica a chiarire le cause del cortocircuito, non si esclude per ora neanche lo sbalzo di tensione. L’abitazione è comunque pienamente agibile.
In quel momento in casa c’erano una mamma 33enne con la sua bimba di dieci mesi e la nonna 91enne. La giovane ha dato subito l’allarme chiamando il 115 e la madre 63enne, che era uscita per andare in farmacia: “Mamma mamma, qui c’è fumo dappertutto!”, si è sentita dire al telefono. Ma la ragazza ha avuto l’accortezza di andare subito sul balcone con la sua bimba e la nonna, e in questo modo si è ridotta al minimo la quantità di fumo respirata dalle tre.
I vigili del fuoco sono arrivati in pochi minuti, e le hanno subito condotte fuori spegnendo l’incendio. All’esterno erano già pronte le ambulanze di Avap e 118, che hanno portato le tre e la madre (che nel sopraggiungere aveva anche lei inalato fumo) all’ospedale di Pavullo, da dove però sono state dimesse già a metà pomeriggio. È finita bene anche alla prevenzione: «Avevamo istallato un sistema di sicurezza che, in caso di malfunzionamenti, avrebbe bloccato subito l’irrorazione di gas alla caldaia - ha spiegato la madre G.P. - e così è stato. Ringrazio elettricista ed idraulico perché hanno lavorato bene. Ma anche vigili del fuoco, carabinieri e soccorritori che sono stati velocissimi. E il vicinato per la solidarietà: quando ci hanno visto nell’emergenza, tante persone sono accorse pronte ad ospitarci, se ne avessimo avuto bisogno. Un bel sentimento di comunità, davvero».
Sarà una perizia tecnica a chiarire le cause del cortocircuito, non si esclude per ora neanche lo sbalzo di tensione. L’abitazione è comunque pienamente agibile.
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