Miglior ristorante Bottura è numero due ma l’Europa resta sua
di Stefano Luppi
Nella classifica il titolo di numero uno a Humm di New York Lo chef: «Mantenersi a questo livello per me è un trionfo»
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L’Osteria Francescana di via Stella - il più noto locale del mondo dove hanno mangiato Merkel, Renzi, Robert De Niro e Hollande solo nell’ultimo anno - resta al top. Ma al tempo stesso il suo inventore e proprietario, lo chef modenese Massimo Bottura, da ieri non è più il miglior chef al mondo: scende infatti di una posizione e si classifica quest’anno al secondo posto al “World's 50 Best Restaurants”, ieri tenuto a Melbourne in Australia.
Si tratta appunto della graduatoria che decreta chi è il più bravo cuoco al mondo, secondo una giuria composta da 1.040 esperti internazionali provenienti da 26 aree culinarie differenti. Bottura, che la prende con sportività, viene quest’anno preceduto da Daniel Humm, ancora giovane chef svizzero dell'Eleven Madison Park Restaurant a New York, un locale in forte ascesa.
Però parlare di sconfitta per un ristorante come la Francescana e uno chef come Bottura - vincitori di ogni premio di cucina e anche ieri decretato miglior chef d’Europa - sarebbe fuorviante.
Lo dice lo stesso Bottura dall’Australia, dove ha partecipato alla cena di gala legata al World's 50 Best Restaurants, considerato l’Oscar della cucina: «Abbiamo vinto il premio - spiega il modenese - come miglior ristorante europeo, siamo da anni tra i migliori ristoranti del mondo. Cosa chiedere di più? Voglio fare i miei complimenti al primo classificato, noi siamo contenti così e mi viene da dire ad maiora ossia auguri per risultati futuri sempre più positivi».
Al terzo posto del premio si classifica un altro chef notissimo, Joan Roca di El Celler de Can Roca di Girona, Spagna, anche lui già primo al mondo. Se Bottura è ormai una figura planetaria, anche per la sua capacità di convogliare parte dei proventi dell’alta cucina verso il mondo del sociale con i Refettori diocesani, per tanti forse il nuovo cuoco top è meno conosciuto. Daniel Humm inizia a cucinare a 14 anni, anche se già da piccolo la madre lo ha educato al riconoscimento di sapori e odori. Inizia il suo tirocinio presso le cucine dell’hotel Baur Au Lac sul lago di Zurigo, una struttura ricettiva molto importante negli ultimi 170 anni. Ma Humm è un professionista itinerante e prima di arrivare all’attuale locale americano nel 2006, ha lavorato in vari luoghi in Svizzera e negli Stati Uniti.
Anche i terzi classificati, i tre fratelli Jordi (pasticcere), Joan (chef) e Joseph (sommelier) di Roca di El Celler sono molti noti. Vengono infatti considerati il dream team della cucina, con una cantina da sogno e piatti ispirati ai profumi di Klein, Lancome, Bulgari. Oltre al secondo posto di Bottura il premio ha la presenza di altri italiani. Tra gli chef, nella top 100 mondiale, conquista il 15/o posto Enrico Crippa di Piazza Duomo ad Alba, il 29/o i fratelli Alajmo de Le Calandre a Rubano (Pd). Balzo in avanti, dall'84/o al 43/o per Niko Romito del Reale a Castel di Sangro (Ag) mentre scivola dal 46/o al 59/o posto David Scabin del Combal Zero di Torino.
Si tratta appunto della graduatoria che decreta chi è il più bravo cuoco al mondo, secondo una giuria composta da 1.040 esperti internazionali provenienti da 26 aree culinarie differenti. Bottura, che la prende con sportività, viene quest’anno preceduto da Daniel Humm, ancora giovane chef svizzero dell'Eleven Madison Park Restaurant a New York, un locale in forte ascesa.
Però parlare di sconfitta per un ristorante come la Francescana e uno chef come Bottura - vincitori di ogni premio di cucina e anche ieri decretato miglior chef d’Europa - sarebbe fuorviante.
Lo dice lo stesso Bottura dall’Australia, dove ha partecipato alla cena di gala legata al World's 50 Best Restaurants, considerato l’Oscar della cucina: «Abbiamo vinto il premio - spiega il modenese - come miglior ristorante europeo, siamo da anni tra i migliori ristoranti del mondo. Cosa chiedere di più? Voglio fare i miei complimenti al primo classificato, noi siamo contenti così e mi viene da dire ad maiora ossia auguri per risultati futuri sempre più positivi».
Al terzo posto del premio si classifica un altro chef notissimo, Joan Roca di El Celler de Can Roca di Girona, Spagna, anche lui già primo al mondo. Se Bottura è ormai una figura planetaria, anche per la sua capacità di convogliare parte dei proventi dell’alta cucina verso il mondo del sociale con i Refettori diocesani, per tanti forse il nuovo cuoco top è meno conosciuto. Daniel Humm inizia a cucinare a 14 anni, anche se già da piccolo la madre lo ha educato al riconoscimento di sapori e odori. Inizia il suo tirocinio presso le cucine dell’hotel Baur Au Lac sul lago di Zurigo, una struttura ricettiva molto importante negli ultimi 170 anni. Ma Humm è un professionista itinerante e prima di arrivare all’attuale locale americano nel 2006, ha lavorato in vari luoghi in Svizzera e negli Stati Uniti.
Anche i terzi classificati, i tre fratelli Jordi (pasticcere), Joan (chef) e Joseph (sommelier) di Roca di El Celler sono molti noti. Vengono infatti considerati il dream team della cucina, con una cantina da sogno e piatti ispirati ai profumi di Klein, Lancome, Bulgari. Oltre al secondo posto di Bottura il premio ha la presenza di altri italiani. Tra gli chef, nella top 100 mondiale, conquista il 15/o posto Enrico Crippa di Piazza Duomo ad Alba, il 29/o i fratelli Alajmo de Le Calandre a Rubano (Pd). Balzo in avanti, dall'84/o al 43/o per Niko Romito del Reale a Castel di Sangro (Ag) mentre scivola dal 46/o al 59/o posto David Scabin del Combal Zero di Torino.
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