Modena, dal telefono al canone tv attenzione alla fregatura
Presentato il bilancio Federconsumatori: il mondo delle comunicazioni al vertice nella classifica di contenziosi. Aumentano le pratiche contro venditori aggressivi
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Alla fine, stava per cascarci addirittura un consulente dell’associazione, uno di quelli che lottano tutti i giorni contro i ‘nemici’ dei consumatori: dopo aver detto un chiarissimo ‘no’ alla telefonata in cui si proponeva l’installazione della fibra ottica, il povero consulente ha ricevuto un sms che annunciava il giorno e l’ora dell’arrivo dei tecnici, pronti a soddisfare una richiesta che in realtà non c’era mai stata. Del resto, tutti prima o poi ci troviamo di fronte al pericolo che minaccia i consumatori: il promoter che ci insegue al centro commerciale, la compagnia telefonica che ci tartassa con l’offertissima, curiosamente valida solo in quel preciso istante, la piattaforma televisiva che mette alla prova il nostro concetto di stalking. Ne sa qualcosa Federconsumatori Modena, l’associazione che con i suoi 18 sportelli è quotidianamente alle prese con i problemi dei cittadini-consumatori. E il bilancio 2016, presentato ieri nella sede di via Mar Jonio, ci dice che le pratiche aperte sono state 1783, quasi 5 al giorno, con altre 1200 consulenze gratuite fornite tramite gli sportelli sul territorio. Numeri significativi, come è significativo l’80% abbondante di pratiche risolte con esito positivo per il cittadino.
Per quanto riguarda il tipo di pratica, un grande classico è la controversia legata alla telefonia, con 730 casi che segnano un calo del 9%, probabilmente perché il consumatore è sempre più attento, anche se le insidie sono parecchie. «Il settore delle comunicazioni resta il caposaldo per la nostra associazione – spiega il presidente Maurizio Guidotto – con ottimi risultati di risoluzione delle controversie per via stragiudiziale e conciliativa». Delle 730 pratiche totali, infatti, l’associazione ha gestito 375 conciliazioni paritetiche con i gestori Tim, Vodafone e Wind, e presso il Corecom dell’Emilia Romagna, di cui 328 casi (87,47%) chiusi con la soddisfazione degli utenti. In realtà, la maggior parte dei contenziosi riguarda i contratti di telefonia fissa, mentre per quella mobile molti casi riguardano i servizi non richiesti, che spesso attiviamo senza nemmeno accorgercene cliccando su un banner. Ancora più marcato il calo per il settore energia (-17%): anche in questo caso, i cittadini sono sempre più attenti alle offerte proposte dai diversi gestori. Meno contenziosi (-27%) anche per le attività sui beni di consumo (arredamenti, auto, tecnologia), mentre restano costanti quelli legati ai servizi per l’abitazione, alle riparazioni e alle manutenzioni. In generale, al di là dei singoli settori, resta un atteggiamento di vendita molto aggressivo, soprattutto per via telefonica e con visita a domicilio, portando così ad un aumento di richieste di recesso per contratti ‘strappati’ al consumatore: «L’unico consiglio che posso dare – riprende Guidotto – è di declinare in maniera educata ma ferma di fronte alle chiamate insistenti delle aziende. E se anche l’articolo proposto dovesse interessarci, è sempre meglio declinare e informarsi personalmente, magari andando in negozio e confrontando l’offerta con quelle della concorrenza».
Luca Gardinale
Per quanto riguarda il tipo di pratica, un grande classico è la controversia legata alla telefonia, con 730 casi che segnano un calo del 9%, probabilmente perché il consumatore è sempre più attento, anche se le insidie sono parecchie. «Il settore delle comunicazioni resta il caposaldo per la nostra associazione – spiega il presidente Maurizio Guidotto – con ottimi risultati di risoluzione delle controversie per via stragiudiziale e conciliativa». Delle 730 pratiche totali, infatti, l’associazione ha gestito 375 conciliazioni paritetiche con i gestori Tim, Vodafone e Wind, e presso il Corecom dell’Emilia Romagna, di cui 328 casi (87,47%) chiusi con la soddisfazione degli utenti. In realtà, la maggior parte dei contenziosi riguarda i contratti di telefonia fissa, mentre per quella mobile molti casi riguardano i servizi non richiesti, che spesso attiviamo senza nemmeno accorgercene cliccando su un banner. Ancora più marcato il calo per il settore energia (-17%): anche in questo caso, i cittadini sono sempre più attenti alle offerte proposte dai diversi gestori. Meno contenziosi (-27%) anche per le attività sui beni di consumo (arredamenti, auto, tecnologia), mentre restano costanti quelli legati ai servizi per l’abitazione, alle riparazioni e alle manutenzioni. In generale, al di là dei singoli settori, resta un atteggiamento di vendita molto aggressivo, soprattutto per via telefonica e con visita a domicilio, portando così ad un aumento di richieste di recesso per contratti ‘strappati’ al consumatore: «L’unico consiglio che posso dare – riprende Guidotto – è di declinare in maniera educata ma ferma di fronte alle chiamate insistenti delle aziende. E se anche l’articolo proposto dovesse interessarci, è sempre meglio declinare e informarsi personalmente, magari andando in negozio e confrontando l’offerta con quelle della concorrenza».
Luca Gardinale
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