Modena, ecco l’identikit di cittadini e quartieri
La mappa: novemila famiglie in difficoltà, 700 persone in alloggi di fortuna A Cognento quasi tutti proprietari, a San Cataldo il maggior numero di stranieri
Quali sono i numeri della nostra città? Popolazione, stranieri, case, proprietari e affittuari. È una mappa che il Comune (con il Cresme, centro ricerche per l’edilizia) ha disegnato nell’ambito del percorso legato al nuovo Piano Strutturale Comunale di cui vi proponiamo un estratto che apre diverse riflessioni.
Scenario demografico.Dopo un lungo periodo di costante e significativa crescita della popolazione, nel 2015, per la prima volta negli anni 2000, la provincia e il comune di Modena perdono abitanti (-722 e -175), registrando un saldo negativo tra nati e morti (-1336 e -447) decisamente in crescita rispetto agli anni precedenti, non compensato, come avveniva in passato, dai flussi migratori dall’estero, in deciso rallentamento (nel 2015 1000 persone, nel 2008 3100).
Popolazione più vecchia. Si registra il progressivo invecchiamento della popolazione: dal 2001 al 2015 gli over 64 anni passano da 130 mila a 156 mila in provincia (+20%) e da 38 a 44 mila nel territorio comunale (+15%): in città quasi una persona su quattro ha più di 64 anni.
Previsione 2025. Sulla base dell’attuale andamento demografico, lo scenario stimato al 2025 vede un rapido invecchiamento della popolazione, un rovesciamento della piramide generazionale, con 59 mila abitanti oltre i 60 anni, 53 mila tra i 40 e i 59, 40 mila tra i 20 e i 39 e solo 35 mila con meno di 19. A cui corrisponderà anche una forte estinzione delle vecchie famiglie che verranno sempre meno compensate dalle nuove, creando un problema di sostituzione dei nuclei familiari. Debole anche il quadro previsionale demografico: nell’ipotesi massima, l’aumento della popolazione residente nel comune capoluogo al 2025 sarà pari al 3,2 per cento (circa 191 mila abitanti), in quella media dell’1,4 per cento, e in quella più bassa si registrerà un calo dello 0,2 per cento. In sostanza, Modena rischia un progressivo calo della popolazione, con nascite in diminuzione, morti in crescita, un tendenziale incremento della componente anziana, saldi migratori esteri indeboliti e nuovi saldi migratori interni che descrivono quadri territoriali competitivi.
Chi va e chi viene. In città risultano presenti 7000 persone in più oltre a quelle residenti, 37mila persone arrivano da altri comuni della provincia per studio o lavoro e altre 11mila da altre province italiane, cui si aggiungono flussi significativi nelle strutture ricettive. Complessivamente le persone in condizioni abitative particolari sono circa 9mila, di cui oltre 8mila coabitanti, 700 residenti in altro tipo di alloggi e alcuni senza tetto. Sulla base del censimento, in città le abitazioni non occupate ammontano a circa 17 mila ma l’analisi delle correzioni anagrafiche e delle presenze per studio e lavoro consente di stimare questa quota in quasi 8mila abitazioni.
I quartieri. I modenesi tornano a vivere in centro storico, in particolare giovani e con livelli d’istruzione elevati (il 30 per cento è laureato). Una buona fetta delle famiglie (41 per cento) vive in affitto, a differenza delle aree esterne, dove si vive in case di proprietà: a Cognento ben l’81 per cento. A seguire Villanova 78%, Sant’Anna e Lesignana 77%, Portile 76%. Il più basso tasso di proprietari è invece in Centro Storico col 48%, alla Bruciata 50%, a San Cataldo il 53%. Per gli affitti la classifica è inversa: alta incidenza di famiglie in affitto in Centro Storico col 41%, a San Cataldo il 39%, a San Lazzaro e in via Cucchiari il 31%.
Stranieri. Un abitante su quattro è straniero: la maggior concentrazione è nel quartiere San Cataldo col 33,3%, a scendere si va in Centro Storico (24,2%), Sacca (23,8), San Faustino (21,4%), San Lazzaro (19,6%), fino ad arrivare a Cognento e Villanova doveè appena al 3,9%. (d.b.)
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