SETA / 2 - LA DENUNCIA DEI SINDACATI
Rifiuti lo straordinario? Punito
Lettera dell’azienda: da 5 a 15 giorni di sospensione per ogni autista
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«Vi rifiutate di fare gli straordinari che vi abbiamo ordinato? E allora noi vi lasciamo a casa. Cinque giorni per ogni rifiuto di prestazione straordinaria». Questo il succo delle lettere che i dipendenti di Seta si sono visti recapitare tra martedì e mercoledì con punizioni che vanno dai 5 ai 15 giorni di sospensione.
Presidente e direttore di Seta hanno così scelto la linea dura e attaccano a testa bassa gli autisti in sciopero. Tra le decine e decine di sanzioni promesse nei verbali, per il rifiuto degli straordinari, ieri sono arrivate le lettere a trenta guidatori in cui viene elevata la contestazione formale. E al tempo stesso viene disposta la punizione con effetto immediato: a casa, senza lavoro e senza stipendio, sino a due settimane consecutive. Il contrasto, come noto, riguarda il nodo degli straordinari, che presidente e direttore vogliono imporre non come scelta occasionale per problemi transitori ma tutti i giorni durante nove mesi dell'anno.
La scelta ha moltiplicato, se mai fosse possibile, il livello di esasperazione nei confronti di una dirigenza che ha persino cancellato il tavolo di trattativa che era stato faticosamente messo in piedi. 2Quei due vanno avanti a ripicche e a ritorsioni, sanno che non rischiano nulla e vogliono solo arrivare a incassare i premi di risultato alle nostre spalle”: era questo il commento più benevolo che si raccoglieva ieri mattina tra i dipendenti dell'azienda di trasporti. Il doppio effetto dell'adesione massiccia allo sciopero proclamato dal più piccolo dei sindacati interni, ovvero Usb, e al tempo stesso la compattezza di tutte le sigle sindacali su una piattaforma condivisa all'unanimità, hanno fatto il resto. Così sono scattate le punizioni di massa, fatto mai verificato prima nella storia di Seta. «Parlare di comportamento inaccettabile è dire niente – tuona Giuseppe Rendace, leader della Faisa Cisal – Badalotti e Bulgarelli hanno fallito clamorosamente e su tutta la linea una politica fatta di ritorsioni, provocazioni e vendette belle e buone. Hanno superato ogni limite, visto che hanno preso di mira, per imporre gli starordinarie, sempre gli stessi colleghi. Li difendermo tutti insieme con ogni mezzo legale. E questa volta si va alla magistratura. Risponderanno dei loro atti». (s.c.)
Presidente e direttore di Seta hanno così scelto la linea dura e attaccano a testa bassa gli autisti in sciopero. Tra le decine e decine di sanzioni promesse nei verbali, per il rifiuto degli straordinari, ieri sono arrivate le lettere a trenta guidatori in cui viene elevata la contestazione formale. E al tempo stesso viene disposta la punizione con effetto immediato: a casa, senza lavoro e senza stipendio, sino a due settimane consecutive. Il contrasto, come noto, riguarda il nodo degli straordinari, che presidente e direttore vogliono imporre non come scelta occasionale per problemi transitori ma tutti i giorni durante nove mesi dell'anno.
La scelta ha moltiplicato, se mai fosse possibile, il livello di esasperazione nei confronti di una dirigenza che ha persino cancellato il tavolo di trattativa che era stato faticosamente messo in piedi. 2Quei due vanno avanti a ripicche e a ritorsioni, sanno che non rischiano nulla e vogliono solo arrivare a incassare i premi di risultato alle nostre spalle”: era questo il commento più benevolo che si raccoglieva ieri mattina tra i dipendenti dell'azienda di trasporti. Il doppio effetto dell'adesione massiccia allo sciopero proclamato dal più piccolo dei sindacati interni, ovvero Usb, e al tempo stesso la compattezza di tutte le sigle sindacali su una piattaforma condivisa all'unanimità, hanno fatto il resto. Così sono scattate le punizioni di massa, fatto mai verificato prima nella storia di Seta. «Parlare di comportamento inaccettabile è dire niente – tuona Giuseppe Rendace, leader della Faisa Cisal – Badalotti e Bulgarelli hanno fallito clamorosamente e su tutta la linea una politica fatta di ritorsioni, provocazioni e vendette belle e buone. Hanno superato ogni limite, visto che hanno preso di mira, per imporre gli starordinarie, sempre gli stessi colleghi. Li difendermo tutti insieme con ogni mezzo legale. E questa volta si va alla magistratura. Risponderanno dei loro atti». (s.c.)
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