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FIORANO 

Abbattono la segnaletica nell’area del futuro polo

di Gabriele Bassanetti
Abbattono la segnaletica nell’area del futuro polo

FIORANO. Hanno ricominciato ad abbattere i cartelli della frazione di Spezzano, ma stavolta vista la collocazione il messaggio appare diverso e comunque molto chiaro. Uno dei nuovi cartelli stradali...

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FIORANO. Hanno ricominciato ad abbattere i cartelli della frazione di Spezzano, ma stavolta vista la collocazione il messaggio appare diverso e comunque molto chiaro. Uno dei nuovi cartelli stradali che riportano i confini del centro abitato è stato infatti trovato divelto e buttato a bordo strada in via Motta. La zona è notissima e al centro di roventi polemiche; è qui infatti che dovranno sorgere il polo scolastico spezzanese, con materna, elementare, palestra e centro pasti, l'hospice distrettuale per i malati terminali e una lottizzazione di villette. Un accordo di programma sottoscritto dall'amministrazione con due soggetti privati (System group e Immobiliare Casa Sana) ma avversato da una parte dei residenti, da un comitato e dal Movimento 5 Stelle. Il cartello abbattuto, ad opera probabilmente di qualche scontento, rivendica probabilmente l'opposizione a un progetto che per molti è uno scempio ambientale. Va sottolineato che tutti i soggetti contrari al piano, comitato e 5 Stelle in testa, si sono dichiarati fermamente contrari anche ai precedenti episodi di abbattimento, che sono molto recenti. Poco più di un mese fa infatti l'amministrazione comunale decise di rivedere la cartellonistica stradale, recependo le nuove regole del Codice della Strada e quindi indicando inizio e fine dei centri abitati con appositi cartelli. Questo portò alla revisione dei confini e allo spostamento di molte tabelle, in particolare quelle di Spezzano che resero la frazione visivamente molto più piccola di prima. Ci furono proteste per giorni e anche diversi abbattimenti, condannati da tutti, sindaco e opposizioni politiche. Il nuovo episodio si inserisce nello stesso solco di proteste, ma da un altro punto di vista. Resta comunque la probabile opera di uno spezzanese arrabbiato.
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