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Assalto alla “Casa Merlino” Rubati pure mobili e vestiti 

di Daniele Montanari
Assalto alla “Casa Merlino” Rubati pure mobili e vestiti 

Serramazzoni. La banda svuota la storica abitazione: bottino di 15mila euro Lasciato per strada il letto in ottone. La proprietaria: «Non ne posso più»

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SERRAMAZZONI. Lungo “lavoro” notturno per i ladri che hanno fatto visita, nella notte tra martedì e mercoledì, al caseggiato di Casa Merlino, in via per Pompeano (dal 5936) a pochi metri dall’incrocio con la provinciale per Pavullo. Hanno infatti preso di tutto: dai mobili antichi ad abiti, soprammobili, tegami e miscelatori dai bagni. Persino le grondaie in rame. E avrebbero portato via anche un vecchio letto in ottone, se non fossero stati disturbati da rumori che li hanno costretti ad abbandonare la pesante spalliera in mezzo al cortile. Razzia totale insomma nel caseggiato lasciato in eredità dai nonni a Laura Fumanelli, titolare della farmacia di Manzolino, formato da una villetta del 1780 dove lei viene ancora con la famiglia nei mesi estivi e, di fronte, da una palazzina di tre appartamenti disabitata da tempo, ma ancora tutta arredata.
I ladri sono entrati in azione sicuramente prima dell’una di notte, perché in quel momento William Giberti (quello dell’orchestra “William e Isabella”), cugino della signora che abita sull’altro lato della strada, insospettito dal cane che abbaiava ha aperto la finestra facendo rumore.
«Ma non sono sceso a vedere in mezzo al buio - spiega - perché pensavo fosse stato per un animale che passa: capita tante volte...». E invece probabilmente in quel momento i ladri erano intenti a portare fuori il letto. Magari dopo sono anche tornati a finire il lavoro. Fatto sta che la banda (senz’altro più persone, e in forze) nella casa della farmacista ha rotto le antiche vetrate d’ingresso (senza poi riuscire a entrare: l’irruzione è infatti avvenuta dalla porta finestra del balcone) e rovistato dappertutto, prendendo un tavolo antico, una pelliccia e oggetti vari incontrati sulla strada. Anche una lavatrice, con beffa in questo caso perché tutta la fatica è servita per portar via un elettrodomestico rotto. Poi hanno preso il tubo della grondaia, in rame come lo sgocciolatore sotto al balcone, che però hanno piegato tutto senza riuscirlo a staccare. Sono quindi andati nella palazzina disabitata e, dopo aver rotto vetrate e telai, hanno fatto incetta: armadio di fine ’800, tavolo, stufa a legna, miscelatori dai bagni e diversi altri oggetti, provandoci anche col letto in ottone.
A dare l’allarme alla mattina il cugino, vedendo le porte aperte. «Non ne posso più - dice la Fumanelli - è da dieci anni che subisco furti in questa casa, anche se mai di questa portata: abbiamo stimato 15mila euro di danno, tra il rotto e il rubato».
«Qui intorno diverse altre abitazioni hanno subito furti - aggiunge Giberti - a novembre anche mio cugino. E più avanti hanno preso degli attrezzi. Si vedono ogni tanto tipi strani che passano lentamente in auto e osservano: siamo nel mirino».

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