Modena. Bomba in Posta, matrice anarchica: "Rivendichiamo l'attentato"
Rivendicata con la mail alla Gazzetta l’azione di via Nobili: attentato contro il rimpatrio dei migranti
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Sono stati gli anarchici a posizionare e a far esplodere due bombolette di gas davanti al Postamat di via Nobili nella notte del 1 aprile. I residenti vennero svegliati da un fragoroso boato e sul posto intervennero i carabinieri del Nucleo investigativo. Si ipotizzò un tentativo di arrivare alla cassaforte interna del bancomat, ma gli inquirenti iniziarono ad indagare anche su un altro fronte ben più complesso rispetto a quello della criminalità locale. E ieri, alle 18.51, è arrivata una e-mail alla Gazzetta, che rivendica l’attentato. Inviato da un indirizzo mail (privatonameless@privacyrequired.com), tale da rendere non identificabile il mittente, il messaggio è molto esplicito.
“1 aprile: modena, distrutto postamat con un ordigno.Si sono fatte saltare due bombolette del gas contro poste italiane per il loro ruolo attivo nella deportazione dei migranti. Azione diretta contro chi collabora con i CPR. Libertà per i compagni e le compagne di Firenze e per tutti i ribelli sequestrati nei lager di stato”, si legge integralmente nel testo.
E allora per spiegare cosa sta alla base di un assalto, che ha scosso il quartiere nella zona del parco Ferrari, bisogna fare un passo indietro. Da tempo gli anarchici hanno messo nel mirino le Poste italiane, accusate di avere un ruolo primario nel rimpatrio nei loro Paesi d’origine dei migranti a cui non viene riconosciuto lo status di rifugiati politici. Poste, infatti, è proprietaria di Mistral Air, la compagnia aerea che offre servizi cargo e di linea e sui quali i migranti da rimpatriare vengono caricati per essere espulsi dall’Italia. Alla società è quindi imputata la collaborazione con i Cpr, acronimo di Centri di permanenza per il rimpatrio, ossia i nuovi Cie, dove vengono rinchiusi i cittadini irregolari in Italia prima di essere riportati nel loro Paese. L’ultimo passaggio della e-mail riporta invece alle memoria l’ultimo blitz, effettuato a Firenze, a fine gennaio quando vennero arrestati diversi anarchici, accusati “di aver costituito un’associazione a delinquere in seno ai predetti ambienti, che ricorreva alla pratica della violenza per affermare la propria ideologia”. (fd)
“1 aprile: modena, distrutto postamat con un ordigno.Si sono fatte saltare due bombolette del gas contro poste italiane per il loro ruolo attivo nella deportazione dei migranti. Azione diretta contro chi collabora con i CPR. Libertà per i compagni e le compagne di Firenze e per tutti i ribelli sequestrati nei lager di stato”, si legge integralmente nel testo.
E allora per spiegare cosa sta alla base di un assalto, che ha scosso il quartiere nella zona del parco Ferrari, bisogna fare un passo indietro. Da tempo gli anarchici hanno messo nel mirino le Poste italiane, accusate di avere un ruolo primario nel rimpatrio nei loro Paesi d’origine dei migranti a cui non viene riconosciuto lo status di rifugiati politici. Poste, infatti, è proprietaria di Mistral Air, la compagnia aerea che offre servizi cargo e di linea e sui quali i migranti da rimpatriare vengono caricati per essere espulsi dall’Italia. Alla società è quindi imputata la collaborazione con i Cpr, acronimo di Centri di permanenza per il rimpatrio, ossia i nuovi Cie, dove vengono rinchiusi i cittadini irregolari in Italia prima di essere riportati nel loro Paese. L’ultimo passaggio della e-mail riporta invece alle memoria l’ultimo blitz, effettuato a Firenze, a fine gennaio quando vennero arrestati diversi anarchici, accusati “di aver costituito un’associazione a delinquere in seno ai predetti ambienti, che ricorreva alla pratica della violenza per affermare la propria ideologia”. (fd)
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