Modena, Palazzo Boscheti (Ex Banca d’Italia), tempi lunghi per la vendita
«Nessuna trattativa in dirittura. Il prezzo di molto superiore a 5,6 milioni di euro»
3 MINUTI DI LETTURA
«Trattative ce ne sono, come sempre quando ci sono immobili in vendita. Ma parlare di ex-Banca d’Italia quasi venduta è decisamente prematuro. E sicuramente il prezzo che avete riportato non corrisponde alla realtà. Assolutamente».
Parole del geometra Stefano Lanzoni che, con il suo studio tecnico modenese, ha avuto l’incarico dall’istituto bancario nazionale di cercare acquirenti per cedere il prestigioso immobile situato in corso Canalgrande a Modena. Immobile che, fino all’inizio degli anni Duemila, era appunto la sede locale dell’istituto.
Stefano Lanzoni coglie l’occasione per fare chiarezza, circa alcune indiscrezioni ,raccolte in città e pubblicate l’altro giorno dalla Gazzetta, che non corrispondono alla realtà.
«Partirei dalla storia di questa vendita. Come avete riportato la Banca d’Italia nel 2013 aveva messo all’asta per la somma di 9 milioni 777 mila euro, un prezzo che riguarda l’intero palazzo che ha uno sviluppo anche all’interno lungo piazzale Boschetti. Per una superficie complessiva di 6 mila 700 metri quadrati. Palazzo prestigioso, nel cuore di Modena e di pregevole fattura, tra l’altro non ci saranno problemi di ristrutturazione visto che, volendo, con colore alle pareti e sistemazione del servizio di riscaldamento si potrà già entrare. Quell’asta andò deserta. E fu l’unico tentativo con questo metodo di vendita».
Lanzoni spiega quindi che successivamente non ci sono stati altre aste fino ad arrivare ai tempi recenti, quando, circa un anno fa, la Banca d’Italia decise con delibera del consiglio esecutiva da dicembre dell'anno scorso ha deciso di affidare a Stefano Lanzoni, operatore molto noto e preparato nel settore a Modena, il compito di cercare possibili acquirenti.
«Ovviamente devo rispettare la sfera del riserbo professionale – prosegue Lanzoni – Posso dirle che in questi 4 mesi di Interessamenti ce ne sono stati. Alcuni più concreti, altri meno. Ci sono stati anche imprenditori disposti a fare una cordata Altre trattative sono aperte. Ma per adesso le assicuro nulla di concreto».
Capitolo importante, e doveroso – da parte nostra – precisare, la questione del prezzo. I 5 milioni 600 mila euro di cui riferivamo nei giorni scorsi non corrispondono al vero.
«Non so come possa circolare una cifra di quel genere – prosegue Lanzoni - ma il prezzo è di molto superiore, ripeto: siamo nel cuore di Modena, forse la zona più prestigiosa della città con 6 mila 700 metri quadrati di superficie e il prezzo non può che essere ben superiore. Tra l’altro dal momento dell’asta ad oggi sul fronte del prezzo per immobili di questo tipo non sono intervenuti fatti tali da far abbassare di così tanto la cifra». Quale sia il prezzo richiesto, Lanzoni preferisce non dirlo.
Conferma invece che il Comune non solo ha avuto dei contatti, ma auspicherebbe che in futuro in quegli spazi possano trovare posto anche gli uffici giudiziari. «È comprensibile che per un’amministrazione comunale avere la possibilità di risolvere la questione spazi per la giustizia, creando una vera e propria cittadella giudiziaria in un palazzo di questo tipo, sarebbe cosa di cui fregiarsi. Lo stesso ministero potrebbe essere interessato, non nego che ci siano già stati dei contatti. Ma è davvero presto e, al tempo stesso, sarebbe inutile ipotizzare cose che non hanno nulla di concreto. Tra l’altro essendo l’immobile tutt’ora sul mercato, se oggi arrivasse qui un qualsiasi persona. Diciamo: uno sceicco? Che vuole acquistare il palazzo per farne la sua sede modenese, e ha i soldi necessari, può prenderlo. Ciò detto non nego che l’ipotesi di un ruolo come acquirente di una porzione da parte del ministero della giustizia è un’ipotesi». Non resta che attendere gli sviluppi.
(and.mar.)
Parole del geometra Stefano Lanzoni che, con il suo studio tecnico modenese, ha avuto l’incarico dall’istituto bancario nazionale di cercare acquirenti per cedere il prestigioso immobile situato in corso Canalgrande a Modena. Immobile che, fino all’inizio degli anni Duemila, era appunto la sede locale dell’istituto.
Stefano Lanzoni coglie l’occasione per fare chiarezza, circa alcune indiscrezioni ,raccolte in città e pubblicate l’altro giorno dalla Gazzetta, che non corrispondono alla realtà.
«Partirei dalla storia di questa vendita. Come avete riportato la Banca d’Italia nel 2013 aveva messo all’asta per la somma di 9 milioni 777 mila euro, un prezzo che riguarda l’intero palazzo che ha uno sviluppo anche all’interno lungo piazzale Boschetti. Per una superficie complessiva di 6 mila 700 metri quadrati. Palazzo prestigioso, nel cuore di Modena e di pregevole fattura, tra l’altro non ci saranno problemi di ristrutturazione visto che, volendo, con colore alle pareti e sistemazione del servizio di riscaldamento si potrà già entrare. Quell’asta andò deserta. E fu l’unico tentativo con questo metodo di vendita».
Lanzoni spiega quindi che successivamente non ci sono stati altre aste fino ad arrivare ai tempi recenti, quando, circa un anno fa, la Banca d’Italia decise con delibera del consiglio esecutiva da dicembre dell'anno scorso ha deciso di affidare a Stefano Lanzoni, operatore molto noto e preparato nel settore a Modena, il compito di cercare possibili acquirenti.
«Ovviamente devo rispettare la sfera del riserbo professionale – prosegue Lanzoni – Posso dirle che in questi 4 mesi di Interessamenti ce ne sono stati. Alcuni più concreti, altri meno. Ci sono stati anche imprenditori disposti a fare una cordata Altre trattative sono aperte. Ma per adesso le assicuro nulla di concreto».
Capitolo importante, e doveroso – da parte nostra – precisare, la questione del prezzo. I 5 milioni 600 mila euro di cui riferivamo nei giorni scorsi non corrispondono al vero.
«Non so come possa circolare una cifra di quel genere – prosegue Lanzoni - ma il prezzo è di molto superiore, ripeto: siamo nel cuore di Modena, forse la zona più prestigiosa della città con 6 mila 700 metri quadrati di superficie e il prezzo non può che essere ben superiore. Tra l’altro dal momento dell’asta ad oggi sul fronte del prezzo per immobili di questo tipo non sono intervenuti fatti tali da far abbassare di così tanto la cifra». Quale sia il prezzo richiesto, Lanzoni preferisce non dirlo.
Conferma invece che il Comune non solo ha avuto dei contatti, ma auspicherebbe che in futuro in quegli spazi possano trovare posto anche gli uffici giudiziari. «È comprensibile che per un’amministrazione comunale avere la possibilità di risolvere la questione spazi per la giustizia, creando una vera e propria cittadella giudiziaria in un palazzo di questo tipo, sarebbe cosa di cui fregiarsi. Lo stesso ministero potrebbe essere interessato, non nego che ci siano già stati dei contatti. Ma è davvero presto e, al tempo stesso, sarebbe inutile ipotizzare cose che non hanno nulla di concreto. Tra l’altro essendo l’immobile tutt’ora sul mercato, se oggi arrivasse qui un qualsiasi persona. Diciamo: uno sceicco? Che vuole acquistare il palazzo per farne la sua sede modenese, e ha i soldi necessari, può prenderlo. Ciò detto non nego che l’ipotesi di un ruolo come acquirente di una porzione da parte del ministero della giustizia è un’ipotesi». Non resta che attendere gli sviluppi.
(and.mar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
