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Modena, i Semi Neri: contagiati dalla passione per la scrittura e i libri

di Michele Fuoco
Modena, i Semi Neri: contagiati  dalla passione per la scrittura e i libri

L’associazione promuove la cultura letteraria a Modena Daniela Ori: «Lavori collettivi per coltivare il talento»

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MODENA. Tredici i firmatari dell'atto di costituzione, il 13 settembre 2007, dell'associazione culturale "I Semi Neri" che nasce da un gruppo che si ritrovava, dal 2004, a condividere la passione per la scrittura. Oggi sono 34, di cui 17 scrittori, 13 amici sostenitori e quattro soci onorari. «La finalità - dice Daniela Ori, presidente dell'associazione - è di promuovere e diffondere la cultura dello scrivere, con pubblicazioni e eventi didattici legati, in particolare, alla storia e alle tradizioni del territorio modenese. Puntiamo a favorire l'emergere di talenti. L'associazione si è arricchita di giovani bravi e ha accolto scrittori di altre città: Bari, Milano, Bologna».
Perché "I Semi Neri"?
«Il nome richiama, come vuole un indovinello veronese dell'VIII-IX secolo, gli obiettivi dello scrittore che mette nero su bianco, seminando così il frutto della propria ispirazione».
Come si fa ad iscriversi alla vostra associazione?
«Innanzitutto bisogna amare la letteratura e la scrittura, essere disponibile a collaborare con responsabilità all'interno del gruppo. La richiesta per mail, con un breve curriculum artistico, viene vagliata dal consiglio direttivo».
Il vostro lavoro si manifesta solo attraverso antologie, oppure con pubblicazioni personali?
«Soprattutto progetti collettivi (il primo, nel 2007, è "Solitudine giapponese e altre storie"), ma supportiamo la promozione di opere personali, pubblicizzando nel nostro sito e nei social work locandine e date di presentazioni. Ci sono le competenze necessarie per organizzare eventi: soci conduttori o presentatori, altri con esperienza di teatro per la lettura dei testi, accompagnata dalla musica. I contatti con i media sono affidati a Manuela Fiorini e Gabriele Sorrentino che, "public historian", controlla e supporta ricerche, spesso su base storica. Le prefazioni ai testi collettivi sono di Gian Carlo Montanari, disponibile a condurre le presentazioni in luoghi diversi. Un aiuto viene dalla scrittrice Elisa Guidelli con il suo lavoro di editing ai testi. Personalmente, finora, ho coordinato la stesura di varie antologie e un romanzo a sfondo storico».
E le vostre più importanti iniziative?
«Con la sezione "Historicandi", di cui hanno parte soci artisti, riusciamo a progettare e realizzare eventi, performance teatrali e reading animati, come lo spettacolo "La signora del castello", un progetto teatrale che ho scritto nel 2010, la cui ultima rappresentazione (regia di Enrico Solmi), in abiti d''epoca, si è svolta, nel 2011, alla Rocca di S. Felice. In febbraio, a Buk abbiamo partecipato con "Soglie" (Damster edizioni), antologia di racconti sui misteri di Modena. Nelle precedenti edizioni abbiamo presentato il romanzo collettivo "L'enigma del Toro", antologia sui fantasmi "Presenze di spirito" e il volume di racconti "Emilia, la via maestra"».
I prossimi appuntamenti?
«Sabato prossimo "Il giorno che non c'è" sarà proposto presso EmilyBookhop e da questo mio libro di poesie metteremo in scena, il 22 aprile, con il cast milanese del socio Fabio Clerici, un reading al Teatro Alberione. Il mio libro e l'antologia "Soglie" saranno presentati, il 10 maggio, alla Biblioteca Estense. Stiamo promuovendo i libri "Il serpente di fuoco", un fantasy di Massimiliano Prandini e Sara Bosi; "Noa" di Stefano Andrini e la raccolta di poesie "Non conoscevo le zagare" di Daniele Biagioni. In luglio è atteso il romanzo storico di Sorrentino...».
Crede che la cultura letteraria sia a buon livello a Modena? Si potrebbe fare di più?
«Il livello culturale è un po' calato negli ultimi anni. Ciò che manca è lo stile, l'eleganza, la gentilezza che si possono ritrovare anche con il modo di esprimersi e di scrivere. Credo che la gente sia sinceramente curiosa di cultura, da rilanciare con la rinuncia ad essere in primo piano per mostrare le proprie abilità; con la bellezza della condivisione vera nell'incontro e la conversazione per recuperare il piacere di scambiarsi idee, pensieri ed emozioni. Recuperare spessore. Che fa rima con valore».
 

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