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LA STORIA 

Recupero bello e ambizioso finito in piena crisi economica

La classe politica modenese, soprattutto con la Giunta Pighi e l’ex assessore Daniele Sitta, ha sostenuto e “favorito” il recupero e il restauro (parziale) della ex Manifattura tra le vie Monte...

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La classe politica modenese, soprattutto con la Giunta Pighi e l’ex assessore Daniele Sitta, ha sostenuto e “favorito” il recupero e il restauro (parziale) della ex Manifattura tra le vie Monte Kosica, S. Martino e S. Orsola. Un comparto importante nell’insieme del centro storico. Mentre l’attuale maggioranza, in particolare il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, hanno tentato mesi fa una mediazione per salvare il salvabile, dopo le proteste dei pochissimi residenti.
Ora bisognerà trovare una soluzione perché questo luogo, nato su un antico convento seicentesco, rischia seriamente il degrado. Il fatto che sia in gran parte disabitato inevitabilmente facilita situazioni di semiabbandono. E da tempo anche i residenti segnalano una situazione non idilliaca.
Il sito web di Manifattura Modena “fotografa” invece una situazione molto diversa: «È un’iniziativa di sviluppo immobiliare senza precedenti per Modena: un esperimento riuscito di architettura industriale, sul modello delle città nord europee, dove il recupero a fini abitativi degli spazi industriali esistenti, nel rispetto del disegno e delle caratteristiche originarie, si coniuga con una vera e propria reinvenzione e rilancio di un quartiere che viene restituito ai modenesi».
Nello scorso ottobre il sindaco era intervenuto dopo che i residenti avevano lamentano che la Quadrifoglio ora in liquidazione non pagava le rate condominiali per decine di migliaia di euro. «Rilanceremo il comparto dell’ex Manifattura» aveva detto Muzzarelli incontrando in Comune il rappresentante della Cassa Depositi e Prestiti Aldo Mazzocco. Questi a sua volta aveva rilanciato: «È un’area strategica, porteremo a termine la riqualificazione», ma evidentemente i conti non l’hanno permesso. Nel 2015 scoppiò una furioso polemica con il M5S quando l’amministrazione comunale affittò per 300mila euro in sei anni i locali del Mata. Un luogo espositivo che, com’è ormai noto, vede l’apertura di mostre costosissime viste da poche migliaia di persone. (s.l.)

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