Sgomberi, soluzioni per le famiglie
Un anno fa il caso di S. Eufemia: «Sistemati tutti i 22 nuclei in carico al Comune»
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Momenti di tensione, in assessorato, c’erano stati anche nei giorni scorsi quando autonomi e famiglie avevano rivendicato il diritto ad una sistemazione dopo gli sgomberi di quasi un anno fa in via Bonaccorsa. Ieri in consiglio comunale il sindaco ha voluto fare il punto sulla situazione che oggi riguarda le famiglie che avevano occupato gli stabili: «Confermiamo il nostro impegno di solidarietà e di aiuto - ha spiegato ieri Muzzarelli - in un quadro di diritti e di doveri uguali per tutti, italiani e stranieri. A quasi 11 mesi di distanza dagli sgomberi degli alloggi occupati abusivamente in via Bonaccorsa e via Sant’Eufemia, possiamo affermare che a Modena, pur con le rilevanti difficoltà legate alla crisi, i modi per affrontare equamente le situazioni di disagio sociale e abitativo nell’ambito delle norme ci sono».
Le famiglie sono prese in carico dai Servizi sociali dopo gli sgomberi disposti dalla Prefettura l’11 maggio 2016 a cui l’amministrazione comunale partecipò, per quanto di competenza, con il personale dei servizi sociali allo scopo di prendere in carico le famiglie e tutelare i più deboli, anziani e minori.
«I nuclei famigliari presi in carico – ha spiegato il sindaco - erano 22, molti dei quali è importante segnalarlo, residenti in Comuni fuori Modena e per questo non conosciuti ai Servizi fino al momento dello sgombero. Nuclei cioè che hanno abbandonato il proprio Comune per stabilirsi nei locali occupati in via Bonaccorsa. Alla data odierna, grazie al lavoro svolto dai Servizi insieme alle famiglie, 13 nuclei hanno trovato una collocazione abitativa più stabile, anche con la collaborazione dei Comuni di residenza; hanno ritrovato motivazioni importanti, si sono attivati e hanno ripreso il loro progetto autonomo di vita. Considerate le varie difficoltà di partenza e il numero dei casi in oggetto – ha continuato Muzzarelli - possiamo dire di aver raggiunto un risultato significativo, di cui credo dobbiamo dare tutti insieme atto all’assessorato e al personale dei servizi sociali, cui rivolgo il mio ringraziamento. Nove i nuclei famigliari rimasti in carico: 5 dei quali provenienti da fuori Modena e 4 residenti a Modena, composti da 20 adulti e 22 minori (di cui 13 in età scolare, tra cui 7 hanno da 11 a 18 anni); tutti di nazionalità straniera, 5 di origine marocchina, 3 tunisina e 1 ghanese. Oggi si è svolto infatti un ulteriore incontro, con esito complessivamente positivo. Dopo mesi di incomprensioni e dinieghi, anche queste famiglie hanno maturato un atteggiamento collaborativo, che speriamo confermino e che ha consentito di individuare i percorsi per soluzioni condivise e speriamo definitive».
Le famiglie sono prese in carico dai Servizi sociali dopo gli sgomberi disposti dalla Prefettura l’11 maggio 2016 a cui l’amministrazione comunale partecipò, per quanto di competenza, con il personale dei servizi sociali allo scopo di prendere in carico le famiglie e tutelare i più deboli, anziani e minori.
«I nuclei famigliari presi in carico – ha spiegato il sindaco - erano 22, molti dei quali è importante segnalarlo, residenti in Comuni fuori Modena e per questo non conosciuti ai Servizi fino al momento dello sgombero. Nuclei cioè che hanno abbandonato il proprio Comune per stabilirsi nei locali occupati in via Bonaccorsa. Alla data odierna, grazie al lavoro svolto dai Servizi insieme alle famiglie, 13 nuclei hanno trovato una collocazione abitativa più stabile, anche con la collaborazione dei Comuni di residenza; hanno ritrovato motivazioni importanti, si sono attivati e hanno ripreso il loro progetto autonomo di vita. Considerate le varie difficoltà di partenza e il numero dei casi in oggetto – ha continuato Muzzarelli - possiamo dire di aver raggiunto un risultato significativo, di cui credo dobbiamo dare tutti insieme atto all’assessorato e al personale dei servizi sociali, cui rivolgo il mio ringraziamento. Nove i nuclei famigliari rimasti in carico: 5 dei quali provenienti da fuori Modena e 4 residenti a Modena, composti da 20 adulti e 22 minori (di cui 13 in età scolare, tra cui 7 hanno da 11 a 18 anni); tutti di nazionalità straniera, 5 di origine marocchina, 3 tunisina e 1 ghanese. Oggi si è svolto infatti un ulteriore incontro, con esito complessivamente positivo. Dopo mesi di incomprensioni e dinieghi, anche queste famiglie hanno maturato un atteggiamento collaborativo, che speriamo confermino e che ha consentito di individuare i percorsi per soluzioni condivise e speriamo definitive».
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