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«Sgp non venne gestita e il buco è tutta colpa della giunta Caselli» 

di Gabriele Bassanetti
«Sgp non venne gestita e il buco è tutta colpa della giunta Caselli» 

Pistoni rifà la storia del crac della società ora sulla via del risanamento: «Gli venne lasciata con 70 milioni di debito ma anche 11 di liquidità. In cinque anni venne affossata e ora paga la città»

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«Ci sono serie responsabilità politico amministrative dell'ex sindaco Caselli, del vicesindaco Menani e dell'assessore Severi nella situazione di Sgp». Con il nuovo numero del notiziario comunale appena andato in distribuzione, viene pubblicato anche un inserto riguardante la società patrimoniale del Comune. Come aveva promesso il sindaco Pistoni, riporta la storia e l'evoluzione della società dal 2005 ad oggi in modo cronologico e neutro, senza commenti. Non così l'editoriale dello stesso giornalino, a firma dello stesso Pistoni, in cui le responsabilità si attribuiscono, con tanto di nomi e cognomi. Pistoni sceglie di farlo ora che, come spiega, “la società ha completato il pagamento dei creditori privilegiati e di quelli chirografari che hanno aderito all’opzione del 70 per cento (la possibilità di ricevere il pagamento anticipato sui cinque anni previsti decurtando la cifra spettante): l’86 per cento del totale dei creditori della società”. Pistoni spiega nuovamente come funziona la Sassuolo Gestioni Patrimoniali: “È una società che ha risorse proprie, come ad esempio le reti del gas, ma non sufficienti per poter pagare i mutui e, al tempo stesso, finanziare le manutenzioni e gli interventi necessari per la città. È per questo che c’erano due modi di affrontare i problemi di Sgp: o si chiudeva la società, reinternalizzando tutto il settore, o la si gestiva. Nei cinque anni precedenti a questa amministrazione si è scelto, come è possibile leggere tra le righe dell’inserto che è volutamente privo di ogni considerazione, di non fare né l’uno né l’altro. Di questo, oggi, la città sta pagando le conseguenze. Perché se è vero che al suo insediamento l’allora sindaco Caselli ha ereditato poco meno di 70 milioni di euro di debiti (trovandosi però in cassa 11,1 milioni di liquidità) come risulta dal Bilancio 2009 della società approvato dal consiglio comunale, è altrettanto vero che il concordato è stato omologato con oltre 86 milioni di euro di debiti di cui quasi 18 milioni nei confronti di piccole e medie aziende, artigiani del territorio, singoli professionisti che, pur avendo lavorato non erano stati pagati; a cui vanno aggiunti i quasi 16 milioni di euro di Boc e mutui comunali al 31 dicembre 2014”. Quello che non è stato fatto, accusa Pistoni, “è pagare i fornitori di energia elettrica, del gas, chi pota le piante, chi spala la neve; se fossero stati regolarmente saldati oggi avremmo 17/18 milioni di euro in meno da pagare in modo straordinario. Pensate a cosa si potrebbe fare investendone, almeno la metà, sulla città: potremmo acquistare il Carani, asfaltare di nuovo le strade, non rattopparle col catrame, mantenere nel migliore dei modi le scuole. Non aver gestito per 5 anni la società ci ha portato, oggi, a spendere quei soldi, che avremmo potuto destinare a cose concrete, per non aver nulla in mano, ma solo per pagare quei debiti”. “Sono convinto che, in tutto questo, ci siano serie responsabilità politico-amministrative nel sindaco di allora Caselli, nel vicesindaco Menani e nell’assessore all’urbanistica Severi, i principali rappresentanti, oltre che amministratori dei partiti che sostenevano quella maggioranza; anche perché se è vero che prima del loro insediamento l’indebitamento, nei confronti delle banche, era alto è altrettanto vero che erano state realizzate importanti opere pubbliche, dalla piscina ad una scuola, da Villa Giacobazzi a rotonde e strade; dopo il loro insediamento il debito è aumentato, questa volta nei confronti dei fornitori, ma di opere pubbliche non se ne sono viste se non l’ultimazione della piscina e di villa Giacobazzi.” Nello stesso giornalino a ogni gruppo consiliare è stato riservato uno spazio in più proprio per commentare la vicenda Sgp e la sua attuale situazione.

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