Gazzetta di Modena

Modena

Teatro e disabilità nelle scuole 

di Camilla Loglisci
Teatro e disabilità nelle scuole 

Il danzatore Juri Roverato affetto da tetraparesi ha incontrato gli studenti

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L'associazione “Quinta parete” ha ideato il progetto “Non abituarti a vivere”, con Juri Roverato, danzatore e insegnante di Danceability padovano, affetto da tetraparesi spastica grave. Si tratta di un'associazione che porta avanti l'idea del teatro come strumento di cambiamento personale, sociale e civile, organizzando diversi corsi teatrali all'auditorium Bertoli e in altri spazi culturali e scuole del nostro territorio. Per un mese Juri ha girato tutti i laboratori pomeridiani dell'associazione, mentre le mattine è stato nelle diverse scuole cittadine, soprattutto in quelle dell'infanzia. Juri ha lavorato con grandissime compagnie e grazie a questo progetto, fortemente voluto dal presidente dell'associazione Enrico Lombardi, può portare un messaggio di speranza e di resistenza. «Siamo molto orgogliosi di avere Juri all'interno di quest'iniziativa – ha affermato il presidente dell'associazione – e speriamo che possa diventare una collaborazione stabile e di lunga durata. In questo modo possiamo davvero trasmettere il messaggio che ognuno di noi è speciale e far capire come il teatro possa essere uno strumento di crescita. Penso che le lezioni di Juri avranno il potere di far cambiare la prospettiva e la visione delle persone».
Affetto da questa malattia a causa di alcune complicazioni alla nascita, Juri non si è mai dato per vinto: si è laureato con 110 e lode in filosofia, ha seguito diversi corsi di arti marziali e Danceability, ha frequentato seminari di “contact improvvisation” e diversi corsi di aggiornamento.
«È un'esperienza nel territorio sassolese che mi piace molto – ha spiegato Juri – perchè do tutto quello che posso dare a persone di tutte le età. È bellissimo lavorare con i bambini, perchè per me sono il futuro, ed è proprio da loro che dobbiamo partire per andare avanti. Credo che comunque sia un arricchimento reciproco, non è mai univoco. Ogni persona è speciale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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