«Confidiamo nella Cassa depositi e Prestiti»
Lanfranco Turci, uno dei proprietari: «Pare essere l’unica strada, altrimenti non ci saranno speranze»
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«Io sono ottimista - spiega l’ex senatore Lanfranco Turci che ha una proprietà all’ex Manifattura - perché già alcuni mesi fa la Cassa depositi e prestiti ha fatto l’offerta da 27 milioni di euro che ora viene ufficializzata con la liquidazione della Quadrifoglio Spa. Vedo il bicchiere mezzo pieno e penso che la società che gestisce il risparmio postale, controllata dal governo e dalle fondazioni bancarie, posso liquidare le aziende e le cooperative creditrici. Si risolverebbe così anche il problema dei debiti che riguardano pure le banche, tra cui la Bper». L’ex parlamentare modenese dimostra di avere ben chiara la situazione: «Certo - continua Turci - questa soluzione vedrebbe terminare alcuni intralci societari e si potrebbe così rilanciare il progetto. Se invece tutto fallisce davvero per quel grosso stabile non ci sarebbero speranze, la decina di proprietari attuali sarebbe in difficoltà e quel quadrante di Modena rischierebbe di non essere più riqualificato. Mi pare invece che si seguano le parole che il responsabile della Cdp disse quando venne a Modena a incontrare il sindaco Muzzarelli alcuni mesi fa. Invito a rilevare una questione: non è che il pubblico qui subentra al privato e salva con i soldi pubblici. Tramite la vecchia Fintecna di Cassa depositi e prestiti il pubblico è già parte dell’operazione. Fu una operazione di riqualificazione con vendita di patrimonio pubblico messa in campo ai tempi dell’Ulivo. Speriamo si chiuda bene altrimenti sarebbe doloroso». Meno ottimista è lo storico dell’arte Leonardo Piccinini che abita a pochi metri, in via Sgarzeria. «Abbiamo complessi storici - spiega - grandi e nati per altre funzioni mentre occorre pensare al quartiere dove sono collocati. Cosa ne facciamo fa venti anni? Questo luogo dovrebbe avere intorno attività sociali e legati agli studenti, un bar e una biblioteca. E’ stata una grande opportunità l’apertura della via pedonale e il restauro è buono, ma così è un casermone e occorre diversificare. Non è solo un tema immobiliare, serve maggiore appeal qui». (s.l.)
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