I banditi? Falsi addetti del Comune
di Fabrizio Tosi
Formigine. L’anziana vittima intuisce la truffa, ma loro fuggono con il bottino
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FORMIGINE. Una truffa da oltre 5mila euro ai danni di due anziani coniugi, in Via Marzaglia, a Magreta. Alle 10.30, mentre il proprietario di casa si trovava in garage per alcuni lavoretti domestici, un uomo, sceso da una Golf bianca, con a bordo due complici, si è presentato come un tecnico del Comune, venuto a controllare eventuali fughe di gas nell’abitazione.
L’anziano non si è fidato e ha chiesto all’interlocutore di poter vedere un tesserino di riconoscimento. «E lui in effetti me lo ha mostrato - confessa Aldo - La foto era la sua, mi sono fidato e l’ho fatto entrare. In casa ha fatto rivedere il tesserino a mia moglie, da li è iniziato l’incubo. Il bandito ha iniziato a “rilevare” le fughe e mentre spruzzava del liquido diceva di mettere nel frigo tutti gli oggetti di valore, per evitare che, durante le operazioni potessero rovinarsi. Mi fa riporre anche il mio portafogli: avevo in tasca 2mila euro, che servivono per bollette, condominio ed altro. Ho finito di farlo, poi sono sceso al piano terra per chiudere il portone ed evitare che quell’uomo potesse dileguarsi. Ma quando sono risalito ho trovato la cassaforte aperta e tutti i monili in frigo. Mi sono arrabbiato con mia moglie ma, il “tecnico” diceva che bisognava farlo. Ho perso la pazienza, dicendo che lavori di questo tipo non si sono mai visti. Sono sceso nuovamente, stavolta per chiudere il garage. Avevo capito che qualcosa non andava, ma davanti a me si è presentato il complice, che mi ha trattenuto in chiacchiere. Poco dopo, ho sentito le urla di mia moglie mentre il bandito che avevo di fronte è fuggito. L’ho rincorso, ma l’auto ha caricato sia lui che il “tecnico”, che aveva la borsa di mia moglie e il bottino. Lei piangeva, era stata minacciata da quell’uomo che si era spazientito di fronte ai nostri dubbi».
A Magreta sono poi arrivati i carabinieri di Formigine, che hanno avviato le indagini.
L’anziano non si è fidato e ha chiesto all’interlocutore di poter vedere un tesserino di riconoscimento. «E lui in effetti me lo ha mostrato - confessa Aldo - La foto era la sua, mi sono fidato e l’ho fatto entrare. In casa ha fatto rivedere il tesserino a mia moglie, da li è iniziato l’incubo. Il bandito ha iniziato a “rilevare” le fughe e mentre spruzzava del liquido diceva di mettere nel frigo tutti gli oggetti di valore, per evitare che, durante le operazioni potessero rovinarsi. Mi fa riporre anche il mio portafogli: avevo in tasca 2mila euro, che servivono per bollette, condominio ed altro. Ho finito di farlo, poi sono sceso al piano terra per chiudere il portone ed evitare che quell’uomo potesse dileguarsi. Ma quando sono risalito ho trovato la cassaforte aperta e tutti i monili in frigo. Mi sono arrabbiato con mia moglie ma, il “tecnico” diceva che bisognava farlo. Ho perso la pazienza, dicendo che lavori di questo tipo non si sono mai visti. Sono sceso nuovamente, stavolta per chiudere il garage. Avevo capito che qualcosa non andava, ma davanti a me si è presentato il complice, che mi ha trattenuto in chiacchiere. Poco dopo, ho sentito le urla di mia moglie mentre il bandito che avevo di fronte è fuggito. L’ho rincorso, ma l’auto ha caricato sia lui che il “tecnico”, che aveva la borsa di mia moglie e il bottino. Lei piangeva, era stata minacciata da quell’uomo che si era spazientito di fronte ai nostri dubbi».
A Magreta sono poi arrivati i carabinieri di Formigine, che hanno avviato le indagini.
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