La piazza intitolata al senzatetto
Vignola inaugura il monumento in memoria di Giovanni “Galèina” Migliori, clochard gentile e colto
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VIGNOLA. Oggi la città onorerà il proprio ex concittadino Giovanni Migliori, per tutti “Galèina”, scomparso il 24 luglio 2009. Alle 17.30 gli sarà infatti dedicata la piazzetta che si trova in centro storico tra le vie Selmi e Bernardoni. Inoltre, sarà inaugurato il monumento realizzato appositamente dall’artista Roberto Baldazzini. Saranno presenti il commissario prefettizio, Bruno Scognamillo, e Fernando Ferro, l’animatore di Villa Sorriso di Marano, che è il luogo dove Migliori trascorse gli ultimi anni della sua vita. Interverranno pure il fisarmonicista Paolo Iacheri e le due persone che, un paio d’anni fa, lanciarono l’idea di ricordare pubblicamente Migliori: Maurizio Tonelli e Giuseppe “Leo” Leonelli.
Chi è vignolese da qualche anno non può scordare chi era Galèina: ex perito elettrotecnico di capacità fuori dal comune, ha poi conosciuto tutti i problemi del disagio mentale e si è ritrovato a fare il barbone per il centro storico. Non ha mai disturbato nessuno e anzi è sempre stato benvoluto. A volte chiedeva piccoli prestiti ai commercianti, che con cura quasi maniacale si impegnava a restituire quando gli arrivava la pensione.
«Dedicare un luogo del centro storico di Vignola a una persona considerata in vita un borderline – dice “Leo” Leonelli - poteva sembrare un’idea fuori dal comune. Invece, anche grazie alle firme raccolte e al sostegno ricevuto attraverso la pagina Facebook, siamo arrivati a concretizzare quel progetto. Ricordare Giovanni Migliori significa anche non dimenticarci di tutte le persone vivono situazioni di disagio umano, e vorrebbe essere uno stimolo a prenderci cura di loro». (m.ped.)
Chi è vignolese da qualche anno non può scordare chi era Galèina: ex perito elettrotecnico di capacità fuori dal comune, ha poi conosciuto tutti i problemi del disagio mentale e si è ritrovato a fare il barbone per il centro storico. Non ha mai disturbato nessuno e anzi è sempre stato benvoluto. A volte chiedeva piccoli prestiti ai commercianti, che con cura quasi maniacale si impegnava a restituire quando gli arrivava la pensione.
«Dedicare un luogo del centro storico di Vignola a una persona considerata in vita un borderline – dice “Leo” Leonelli - poteva sembrare un’idea fuori dal comune. Invece, anche grazie alle firme raccolte e al sostegno ricevuto attraverso la pagina Facebook, siamo arrivati a concretizzare quel progetto. Ricordare Giovanni Migliori significa anche non dimenticarci di tutte le persone vivono situazioni di disagio umano, e vorrebbe essere uno stimolo a prenderci cura di loro». (m.ped.)
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