Tra Muzzarelli e Pizzarotti sono scintille
Polemica sul polo turistico emiliano poi frecciatine per sottolineare i primati delle rispettive città
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L’appuntamento presentato ieri all’interno del percorso museale di Palazzo Venezia - tristemente famoso per essere stato “l’ufficio” di Mussolini, ma luogo dalla storia quasi millenaria - è a suo modo storico. Mette infatti insieme nell’organizzazione le città lungo la via Emilia con le amministrazioni statale e regionale. Non è semplice, perché, questa la frase ricorrente, “Le sinergie anche in ambito culturale sono importanti”. Condivisibile, ma ieri tra “campanile” e sinergie i siparietti si sono sprecati. Il sindaco Federico Pizzarotti ha prima ricordato che «Con Piacenza, Reggio e Parma abbiamo creato un polo turistico emiliano che si aggiunge al perno di Bologna e alla realtà romagnola. Dovrebbe aggiungersi Modena, ma non lo fa». Il sindaco modenese risponde subito: «Modena è la seconda città della regione e ha l’ambizione di giocare in proprio, in tandem con Bologna su certi argomenti». Se non si è notata una grande sintonia tra l’ex grillino Pizzarotti e Muzzarelli, i toni erano invece stati scherzosi durante la conferenza stampa. Il sindaco di Modena, uno dei “dominatori” affabulatori di ieri, spiegava: «Dalla meccanica modenese è nato tutto, prima nei campi per poter sudar meno nel lavoro poi alla Ferrari che alle origini diventava una scultura a partire da una lastra e grazie a un martello. Abbiamo poi avuto Pavarotti e la Freni, e a luglio il concerto di Vasco». Gli altri a questo sfoggio dei gioielli musicali modenesi non ci sono stati per niente. «Voi avete Vasco, ma noi Ligabue” ribatteva Raffaella Curioni, assessore alla educazione di Reggio e Pizzarotti chiudeva la gara della musico con “Ma noi vi battiamo tutti con Giuseppe Verdi”. Bruna Gambarelli, assessore alla cultura citava allora l’Università più anticao e Muzzarelli chiudeva con un divertente «La Secchia rapita non ve la ridiamo». Insomma, sinergie va bene, ma senza esagerare tanto che il soprintendente Luigi Malnati se la rideva: «Solo io che sono di Bergamo potevo mettere insieme le città emiliane». (s.l.)
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