VIAGGIO NEL COMPARTO IN VENDITA
Tutto sembra sospeso nel gioiello mancato
di Luca Gardinale
La scritta, curiosamente al femminile, sullo stipite di una porta che non c’è, dice moltissimo: ‘In sospesa’. E in effetti sembra tutto sospeso, al civico 49 di via Manifattura dei Tabacchi, dove...
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La scritta, curiosamente al femminile, sullo stipite di una porta che non c’è, dice moltissimo: ‘In sospesa’. E in effetti sembra tutto sospeso, al civico 49 di via Manifattura dei Tabacchi, dove molto è già stato fatto, ma mancano i pavimenti, mentre gli scatoloni di piastrelle semiaperti sono appoggiati al centro della stanza. E sembra tutto sospeso anche al civico 23, dove l’unica traccia di un passaggio umano recente è il ‘biglietto di controllo’ di un istituto di vigilanza. Ma in sospeso sembra un po’ tutto, alla Manifattura Tabacchi, nata come fiore all’occhiello della riqualificazione della città e diventata uno dei simboli della crisi, con una manciata di appartamenti venduti e due sole attività commerciali aperte, tanto da portare la società Quadrifoglio a mettere in vendita il complesso a 27 milioni di euro. Arrivando da via Sant’Orsola, l’impressione che si ha affacciandosi alle finestre del bell’edificio restaurato è di una certa desolazione: le aree che oggi dovrebbero ospitare attività commerciali sono tutte incompiute, mentre il cartellone sbiadito dell’ufficio vendite (chiuso dal 2015) è ancora lì. Poco più avanti, un ingresso interno abbandonato da un po’, come dimostra il guano di piccione davanti alle porte. Bisogna arrivare al civico 55 per trovare traccia della presenza di residenti: cinque biciclette parcheggiate in un atrio. Poco più avanti, al 65, una delle due attività presenti nel complesso, uno studio di medicina generale. La situazione migliora, ma non troppo, entrando nel cortile interno dell’edificio, e avvicinandosi a quello che nel 2014 è stato il quartier generale di Gian Carlo Muzzarelli: l’aula dalla quale il sindaco ha lanciato la sua cavalcata elettorale oggi è abbandonata, anche se un segno di vita in effetti c’è: un pallone abbandonato davanti alla porta, probabilmente di proprietà dell’unica famiglia il cui nome campeggia sui campanelli della scala Q. Tornando all’esterno dell’edificio, tra il viavai degli studenti a mezzogiorno, si nota che le panchine sono spesso utilizzate, anche se più che altro per chi bivacca con qualche lattina di birra. Ancora qualche passo e si raggiunge la farmacia San Giorgio, all’angolo con viale Monte Kosica: «Insieme ai medici siamo l’unico baluardo nel deserto dei Tartari – ironizza il dottor Alberto Barbieri, il titolare – anche se la notizia della messa in vendita del complesso ci conforta, perché potrebbe essere l’unico modo per sbloccare la situazione». E a essere bloccate, in effetti, sono diverse cose: «La gestione condominiale è ferma – riprende il farmacista – e per tanto tempo è mancato un interlocutore, anche se l’incontro di ottobre scorso con il sindaco e con l’amministratore delegato della Cassa Depositi e Prestiti ha mosso un po’ di cose. La cosa paradossale è che gli appartamenti sono pronti e l’interesse non manca, perché più di una volta ci è stato chiesto un contatto per gli acquisti, ma l’ufficio vendite è chiuso da due anni e i telefoni squillano a vuoto. Ora speriamo che cambi qualcosa con la messa in vendita: sarebbe assurdo se un posto del genere, con diversi possibili acquirenti e il Conad pronto ad aprire, restasse semiabbandonato».
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