Gazzetta di Modena

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Via Emilia: 2200 anni di grande storia 

di Stefano Luppi
Via Emilia: 2200 anni di grande storia 

Modena celebra il compleanno con Reggio, Parma. Appuntamento clou a novembre con la mostra Mutina splendidissima 

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ROMA.. «Una indigestione di storia dell’Emilia Romagna», così ieri a Palazzo Venezia di Roma il soprintendente regionale Luigi Malnati ha introdotto le numerose iniziative legate a “Mmcc. 2200 anni lungo la via Emilia”. E ascoltando gli interventi successivi di appuntamenti e mostre annunciate a Modena, Parma, Reggio e Bologna a partire da metà maggio si è potuto comprendere come il “compleanno” delle tre città millenarie faccia il paio con la strada costruita dal console romano Emilio Lepido. La via Emilia che forse non arriva fino al West, come canta Francesco Guccini, ma certo ha detto molto nella storia dell’Italia e nel cuore di tanti cittadini emiliani. Alla base di tutto c’è tanto studio visto che il coordinatore statale Malnati ricorda che «Parliamo della storia di Mutina e Regium Lepidi, nate nel 183 a.C. e di Parma la cui nascita ufficiale è stata attestata al 175 a.C. Si parlerà degli scavi realizzati negli ultimi venti-trent’anni. L’archeologia non è certo incompatibile con la città e la vita moderne. Come si vede anche la rivalità tra le città è una leggenda, qui collaboriamo».
Se il ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio ha ricordato che «L’evento valorizza la via Emilia d’epoca romana e le infrastrutture servono proprio a sviluppare la cultura del territori. Qui celebriamo la vita delle nostre comunità emiliane» l’egida è però quella del Ministero dei beni culturali e della Regione. Protagoniste, però, sono appunto Modena (e Castelfranco), Reggio e Parma che insieme alla Regione hanno sborsato un milione e 200 mila euro per le iniziative. «La metà, ha spiegato la coordinatrice del progetto Francesca Piccinini, arrivano da Modena, mentre la Regione ha contribuito con il 20% del totale e le altre città con un quarto della cifra». Ci sarà di tutto e di più in questi mesi nei tre territori - si consulti il sito www.2200anniemilia.it - anche se le principali rassegne arriveranno dopo l’estate. aI flussi turistici - spiega Valeria Cicale dell’Istituto beni culturali della Regione Valeria Cicala - sono cresciuti grazie a una offerta capillare che non dimentica neppure chi ha disabilità. La via Emilia è vista come luogo di aggregazione e di capacità innovativa lungo oltre due millenni». Il pubblico vedrà come sono cresciute le nostre comunità. Modena, ad esempio, in epoca imperiale romana aveva 15mila abitanti ed era collocata su cinquanta ettari di terreno: doveva essere piuttosto signorile visto che finora sono state individuate venti domus, case romane dei ricchi cittadini dell’epoca. «Noi ci abbiamo creduto per primi - spiega il sindaco Gian Carlo Muzzarelli - e stare qui tutti è un grande risultato. Il senso della via Emilia è tenere insieme radici e futuro di un luogo che oggi è ai vertici in Europa e un tempo era poverissimo». Presente anche il sindaco di Parma Federico Pizzarotti: «Per fortuna che i beni culturali, come purtroppo le industrie, non si delocalizzano: i nostri saperi e sapori si assaporano qui». La direttrice dei Musei civici Francesca Piccini illustra l’appuntamento clou di Modena, “Modena. Mutina Splendidissima” previsto dal 25 novembre all’8 aprile al Foro Boario di viale Berengario. «Cicerone nel 43 a.C. - spiega la dirigente - definisce Splendidissima la colonia romana Mutina e in precedenza Plinio ricordò che Mutina basava la sua ricchezza sulle produzioni di eccellenza di lana, ceramica pregiata e vino. Inoltre recentissime scoperte hanno portato alla luce decorazioni parietali con scene figurate tracciate con pigmenti pregiati e per questo la mostra illustrerà il profilo degli antichi mutinenses, i primi cittadini romani emigrati in altre regioni dell’impero. Numerosi i reperti presenti, ma anche tante ricostruzioni e attività multimediali».

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