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A come arte, già a tre anni L’Alfabeto della visione comincia da una macchia

di Serena Arbizzi
A come arte, già a tre anni L’Alfabeto della visione comincia da una macchia

Enormi fogli con macchie colorate che, segno dopo segno, forma dopo forma, assumono un’espressione astratta in cui, chi ammira, può interpretare e contemplare a seconda della propria percezione...

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Enormi fogli con macchie colorate che, segno dopo segno, forma dopo forma, assumono un’espressione astratta in cui, chi ammira, può interpretare e contemplare a seconda della propria percezione quello che desidera vedere. Tutt’intorno tanti Jackson Pollock del lampostil che si immedesimano nelle loro creazioni proprio come in vere e proprie opere d’arte.

Sono i piccoli studenti di 3 anni della scuola d’infanzia I Girasoli di Carpi, sezione dei 3 anni, i quali, insieme all’artista carpigiano Adolfo Lugli e alla maestra Elena Lodini, un’ora alla settimana in una sezione, un’ora nell’altra si cimentano con colori diversi, linee e tratti che da semplici macchie diventano opere astratte.
Il progetto si chiama “Alfabeto della visione artistica” e funziona così. La mattina in cui si svolge la lezione la maestra raduna i bambini che, in fila, raggiungono l’aula di disegno dove, in terra si trovano i giganteschi fogli. Qui, Lugli, noto per il suo lavoro che indaga a fondo il rapporto fra arte e mondo della produzione industriale, distribuisce un colore a ogni bambino.

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Gli alunni si siedono intorno ai fogli e, stimolati dall’artista iniziano a tratteggiare linee, forme e altre figure fantasiose che emergono spontanee dalle personalissime performance. E gli elaborati sono molto di più di semplici opere: sono la testimonianza di una comunità in cui bambini di diversa provenienza ed etnia possono creare un arcobaleno di razze in armonia tra loro con l’arte come collante. «L’importanza della potenzialità del linguaggio artistico visivo primario cresce di pari passo alle continue scoperte delle neuroscienze – commenta Adolfo Lugli – partendo da questa premessa, coniugata coi miei 40 anni di ricerca, completati dal fatto che, negli ultimi anni sono diventato papà di due bambini, mi hanno consentito di seguire le complesse modalità di insegnamento che arricchisco con il progetto dell’ “Alfabeto della visione artistica”, consapevole delle stupefacenti potenzialità dei bimbi.

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Il progetto è composto da laboratori pratici e teorici che si propongono di creare con tutte le tecniche del disegno: il puntino, la linea retta, la linea irregolare, le sfumature, le macchie, le superfici piatte, l’ordine delle forme, disordine delle forme, tecniche pitoriche, taglia e incolla per il riciclo dei materiali, taglia e incolla, dal bassorilievo alla scultura, come riprodurre le immagini, tecniche di stampa, la xilografia».
«Adolfo Lugli ci ha fornito un elenco di argomenti: noi abbiamo scelto la “macchia”, intesa come punto di partenza della traccia che il bambino lascia sul foglio – spiega la maestra Elena Lodini - Adolfo, all’inizio del progetto, ci ha mostrato un libro bellissimo in cui sono racchiuse le macchie nell’universo: un insieme di diverse forme, incantevoli da ammirare. I bambini sono stati molto bravi: sono rimasti stupiti, incuriositi. Poi hanno giocato a tirare fuori l’artista che c’è in loro tuffandosi in un’esperienza completamente nuova».

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«Desidero porgere un grande ringraziamento all’artista Adolfo Lugli – commenta l’assessore all’istruzione del Comune di Carpi, Stefania Gasparini - per la disponibilità data ai bambini di potersi esprimere tramite il linguaggio dell'arte. E complimenti alla scuola che ha saputo accogliere in modo positivo questa sinergia».

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