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Autisti sospesi, sarà causa per mobbing 

Autisti sospesi, sarà causa per mobbing 

I sindacati compatti: «I colleghi colpiti sono gli stessi a cui sono stati richiesti sistematicamente gli straordinari nel tempo»

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I 30 dipendenti di Seta che hanno ricevuto la sospensione dal lavoro per il rifiuto degli straordinari obbligatori faranno una causa di lavoro. Per loro la busta paga sarà molto più leggera a fine mese, visto che mancheranno cifre molto alte, sino alla metà dello stipendio. I nomi dei colpiti sono gli stessi a cui veniva chiesto sistematicamente il plus-orario.
E con ogni probabilità ci saranno anche denunce per “mobbing”, il numero più grande registrato sinora a Modena nella stessa azienda. La ragione? È quella, non scritta ma ben leggibile dagli autisti, che lega tra loro i nomi dei colleghi colpiti dalle sanzioni. Anche i sindacati, comprensibilmente, saranno in prima fila nel contestare in giudizio, a fianco dei dipendenti, le discriminazioni effettuate dall’azienda.
«Siamo al livello più basso nella storia del trasporto pubblico locale - commenta Giuseppe Rendace, responsabile della Faisa Cisal - A Modena non era mai accaduto che venissero colpiti con misure così dure e assurde autisti che ogni giorno svolgono egregiamente il loro dovere. Sono provvedimenti che stupiscono: cinque giorni per ogni volta che viene rifiutato lo straordinario imposto obbligatoriamente e a ripetizione. Questo è il punto centrale che i modenesi devono conoscere; praticamente l’intero blocco dei 400 dipendenti di Seta per il trasporto urbano si è rifiutato di effettuare turni chiamati straordinari ma che sono invece ordinari, quelli su cui si regge l’intero orario dei bus urbani. Si parla di quasi 40 mila ore all’anno pur di non assumere il personale che manca. Bene, ogni volta che c’è stato un rifiuto è scattata la contestazione disciplinare, ma non è stata mai applicata. Sinora almeno. Da tre giorni invece sono arrivate le lettere a quei 30 colleghi a cui è stato chiesto sempre e sistematicamente. Perché questo?».
«L’azienda continua a tacere, a non fornire date nè criteri su cui opera - spiega Giulia Grandi, segretaria Cgil per il settore dei Trasporti - Non abbiamo parole per qualificare il comportamento di questa gestione di Seta. Non è stato fornito un dato credibile, paragonabile ad altri quella poche volte in cui ci siamo seduti a discutere. Solo slogan. E adesso il colpo durissimo contro i colleghi. Comportamento antisindacale? Vedremo. Gli autisti raggiunti dalla sospensione dal lavoro con effetto immediato sono iscritti a tutti sindacati, ce ne sono anche alcuni della Cgil. A questo punto non resta che lo strumento giudiziario nei confronti di questi dirigenti dell’azienda».
Chi pagherà dunque le spese giudiziarie? Il presidente Bulgarelli e il direttore Badalotti utilizzeranno le risorse aziendali per continuare a difendere la politica delle sanzioni? Essendo un’azienda controllata da capitale pubblico potrebbero esserci anche profili di legittimità giuridica che, in via di pura ipotesi, potrebbero domani trovare qualche giudice della Corte dei Conti ben disposto a indagare su altre ipotesi. E tutto questo mentre Seta continua a scappare, a non presentarsi al confronto per discutere con la stessa Confindustria dei trasporti, a cui pure aderisce, la legittimità dell’uso selvaggio degli straordinari. All’ultima riunione, convocata a Roma pochi giorni fa, non è arrivato nessuno dei dirigenti Seta.
Saverio Cioce

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