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«Bper premiata dai rapporti con i propri grandi investitori» 

di Stefano Turcato
«Bper premiata dai rapporti con i propri grandi investitori» 

«Abbiamo fatto un notevole lavoro per costruire con loro una dialettica corretta e franca» Alcuni Fondi hanno appoggiato la lista dell’attuale governance, che ha avuto 7 consiglieri su 8

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Le previsioni da più parti consideravano all’insegna dell’incertezza la prima assemblea di Bper Banca in versione società per azioni. Ieri a Modena Fiere non è stato così. Era previsto il rinnovo parziale del Cda, 8 consiglieri su 15, e le elezioni con la nuova formula, in cui ogni azione controllata da chi esprime la scelta vale un voto, ha premiato la “Lista 1” della continuità, la lista voluta dall’attuale governance in contrapposizione a quella presentata da Assogestioni, che rappresenta i grandi investitori, i Fondi internazionali.
Un successo nettissimo, per il quale vale, più di ogni altra parola, il commento dell’amministratore delegato Alessandro Vandelli: «Ci sono probabilmente due ragioni - ha detto al termine dell’assemblea - che spiegano la vittoria della Lista 1: la prima tecnica, in quanto si votava per un Cda che resta in carica solo un anno e aveva senso privilegiare la continuità. L'altra si collega al grande lavoro fatto per il rapporto con gli investitori finanziari, nell'ottica di costruire una dialettica corretta e franca. Questo impegno ha pagato e ha spinto alcuni Fondi a sostenere l'attuale Cda. Siamo tra le cinque banche italiane che chiudono l'anno senza una perdita. Oggi un corretto equilibrio patrimoniale ed economico è ancora più significativo». Vandelli ha poi sottolineato la buona affluenza alla prima assemblea del nuovo corso. Un commento da cui traspare, e comprensibilmente, la soddisfazione per un esito effettivamente positivo al termine di un lavoro in cui sono state equilibrate e contemperate tutte le esigenze in campo. Un lavoro che dovrà continuare con cura per arrivare all’assemblea del 2018 avendo equilibrato i rapporti con i grandi investitori perché in quell’occasione il Cda dovrà essere rinnovato integralmente ed è ovvio che i Fondi internazionali appoggeranno l’attuale management solo se i risultati dell’annata saranno stati tecnicamente ineccepibili.
L’esito del voto si può sintetizzare con il 71% circa della Lista 1 contro il 29% della lista di Assogestioni: nel Cda si siedono i sette della prima contro l’unico rappresentante della lista dei fondi, che sono gli azionisti di maggioranza di Bper: si tratta di Roberta Marracino, direttore dell'area studi di Sace, che diventa la quinta donna nel Cda in ossequio alle norme sulle “quote rosa”.
In assemblea era rappresentato circa il 40% del capitale complessivo. La posizione di Assogestioni, del tutto accondiscendente e in sintonia con l’attuale governance, si deduce anche dal fatto che nessuno dei tre candidati in lista era presente in assemblea. Assogestioni aveva affidato nelle mani dell’avvocato milanese Trevisan tutte le deleghe che aveva deciso di presentare, accontentandosi per ora di un solo consigliere. I grandi Fondi potranno affrontare eventuali temi più complessi nell’assemblea che si terrà fra un anno.
L’amministratore delegato Vandelli ha anche avuto occasione di evidenziare che «con il sostegno di oltre il 70 per cento degli azionisti alla lista di maggioranza e con l'ingresso nel board di Alfonso Galante, in rappresentanza di Unipol, tra i soci storici della banca, si è dato il via al percorso che era stato immaginato e sul quale il Consiglio di amministrazione lavorava da tempo con l’obiettivo di costituire un gruppo di soci che nel tempo esprimerà i propri orientamenti in modo diretto e questa assemblea è stata solo una tappa intermedia».
Vandelli dopo l’assemblea ha anche fornito chiarimenti sul tema delle possibili aggregazioni, sottolineando che non vede nulla all'orizzonte e ricordando che la banca nei mesi scorsi ha evitato con oculatezza avventure rischiose.
Stimolato dai giornalisti, Vandelli ha anche parlato della recente acquisizione di Carife, la good bank risorta dalle ceneri della vecchia, cadente Cassa di Risparmio di Ferrara.
L’Ad ha detto che la banca ha preso degli impegni: «Per ora siamo solo dei promessi sposi ma auspico che il percorso autorizzativo possa procedere speditamente perché ogni giorno che passa rende più difficile il rilancio delle attività di una delle quattro banche salvate dal governo. Siamo nella fase in cui si avvia l'iter autorizzativo , abbiamo interlocuzioni con Bce e Banca d'Italia a cui abbiamo presentato istanze ma ci sono anche le condizioni dell'Antitrust che devono essere rispettate. In questo momento siamo dei promessi sposi, non abbiamo nulla. Abbiamo degli impegni, ma siamo assolutamente terzi e non abbiamo alcuna azione della nuova Carife».

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