Guerra, Mdp: «L’intesa a Modena col Pd non è proprio scontata»
di Luca Gardinale
La senatrice, leader di Mdp, guarda già alle alleanze: «Valuteremo zona per zona come comportarci: sarebbe un errore considerare assodati accordi elettorali»
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MODENA. Guardare al passato - recuperando la vecchia sede "Appiani" del Pci - ma anche al futuro, con le nuove sfide della sinistra. Perché ci sono passato e futuro nel nuovo quartier generale di Articolo 1-Mdp a Modena, inaugurata ieri mattina in via Toniolo. E sarà proprio la storica sede del Partito comunista ad ospitare il movimento nato dalla scissione del Pd - «ma in realtà ci sono anche tanti nativi Mdp ed ex Sel», precisa la senatrice Maria Cecilia Guerra - che venerdì sera, alla Sala Ulivi di viale Ciro Menotti, ha radunato iscritti e simpatizzanti per l'assemblea provinciale. Una sede importante, dunque, che Mdp ha preso in affitto dalla Fondazione Modena 2007 - che gestisce il patrimonio degli ex Ds e oggi affitta quasi tutti i suoi 40 immobili al Pd - per organizzare la propria attività politica in città e in provincia. Molto partecipato il taglio del nastro di ieri mattina, a cui hanno preso parte anche il sindaco Muzzarelli, l'onorevole Guerra, i consiglieri comunali del gruppo - Trande, Cugusi, Rocco, Stella e Malferrari - l'ex segretario provinciale della Cgil Pivanti e diversi ex esponenti di Sel. «Siamo molto soddisfatti perché le adesioni continuano ad arrivare - spiega Maria Cecilia Guerra, che di Mdp è capogruppo a Palazzo Madama - non solo dai fuoriusciti dal Pd, ma anche da chi non è mai stato iscritto ad un partito ma ha una forte passione civica». Per quanto riguarda il rapporto con il Pd, la parlamentare di Nonantola fa notare che «noi siamo una componente della maggioranza, anche se questo non significa essere totalmente adesivi alle logiche e alle proposte del governo nazionale e locale». Concetto valido anche per le amministrative: «Valuteremo zona per zona come comportarci - riprende la capogruppo al Senato - e, anche se il Pd resta l'interlocutore privilegiato, la nostra adesione non è scontata. Insomma, Mdp si colloca in modo chiarissimo nel centrosinistra, ma sarebbe un errore considerare assodati accordi elettorali». E da alleati, dunque, i rappresentanti di Mdp seguiranno con interesse le primarie del Pd, «anche se ovviamente non parteciperemo - spiega ancora l'onorevole Guerra - noi il nostro parere sul congresso nei mesi scorsi l'abbiamo dato, avremmo voluto cambiare tante cose, ma abbiamo preso atto che non c'erano le condizioni per farlo».Quindi, il capitolo sondaggi: «Oggi è presto per considerare significativi i numeri - conclude - anche perché in molti casi la gente decide cosa votare poco prima delle elezioni. Detto questo, le indicazioni che stanno arrivando sono molto positive, soprattutto perché Mdp prende voti dall'astensionismo e dai delusi del M5S».E tornando all'importanza del passato, ieri mattina il capogruppo in Consiglio comunale Paolo Trande ha illustrato la scelta del nome della sede, intitolata al 9 gennaio 1950, giorno dell'eccidio delle Fonderie. «Una data modenese - spiega Trande - ma universale, unitaria ed evocativa. Una scelta obbligata per chi è nato con l'obiettivo di ricostruire la sinistra e il centrosinistra intorno ai valori del lavoro e della democrazia».
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