«Io voto Lista 2 per pungolare i dirigenti»
Scelta diffusa tra molti piccoli azionisti presenti in assemblea: «Qualche cambiamento è di stimolo»
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Nella platea dei soci e degli investitori presenti all’assemblea di Bper si respiravano umori contrastanti rispetto alla trasformazione della banca in spa e alla acquisizione di forti partecipazioni da parte dei fondi (circa il 40% del capitale) e grandi investitori che ieri, con la presentazione della Lista 2, cercavano anche un riconoscimento nel Cda. Per il dottore Gianmarco Pellati, socio Bper e consulente, la trasformazione in spa della banca «è stato un processo obbligato ma che sarebbe comunque stato inevitabile considerate le dimensioni e la pervasività dei mercati finanziari nei capitali di grandi banche e aziende».
«Mentre è da vedere come opportunità di cambiamento - dice il socio Gorizi - l’ingresso dei fondi finanziari nel capitale di Bper che comporterà una migliore valutazione della banca in Borsa e una maggiore capacità di affrontare gli umori dei mercati». Di opinione differente un gruppo di soci che valutano la trasformazione in spa come un fattore di «impoverimento per la banca a causa del ruolo subalterno del capitale umano nei confronti delle quote di azioni sottoscritte. Continuando su questa strada - commentano i soci - c’è il rischio che si vada a ledere il ruolo fondamentale che il nesso con il territorio ha avuto nella crescita della nostra banca». A proposito dei fondi comuni e della votazione delle due liste, i soci commentano dicendo che «se il benessere di Bper è dovuto al contesto cooperativo, l’ingresso così massiccio nel capitale di soggetti estranei a queste dinamiche, e che rispondono più ai propri investitori che agli azionisti, potrebbe allontanare la banca dal territorio con effetti negativi per la banca stessa». Per altri soci queste prime elezioni sono state vissute come un’opportunità per stimolare l’attuale dirigenza a fare sempre meglio: «Votiamo Lista 2 anche se abbiamo fiducia nella governance attuale: l’ingresso di nuovi amministratori pungolerà la dirigenza a migliorare».
Per la dott. Sandra Pancaldi, ragioniere ed esperto contabile, «la trasformazione di Bper in spa è stato un processo inevitabile ma che penso porterà interessanti sviluppi. Purtroppo il mercato ha ancora poca fiducia nel settore, per questo bisognerà aspettare l’anno prossimo per valutare sia l’impatto dei fondi finanziari, sia come la banca affronterà questi primi anni di quotazione».
Andrea Ancarani
«Mentre è da vedere come opportunità di cambiamento - dice il socio Gorizi - l’ingresso dei fondi finanziari nel capitale di Bper che comporterà una migliore valutazione della banca in Borsa e una maggiore capacità di affrontare gli umori dei mercati». Di opinione differente un gruppo di soci che valutano la trasformazione in spa come un fattore di «impoverimento per la banca a causa del ruolo subalterno del capitale umano nei confronti delle quote di azioni sottoscritte. Continuando su questa strada - commentano i soci - c’è il rischio che si vada a ledere il ruolo fondamentale che il nesso con il territorio ha avuto nella crescita della nostra banca». A proposito dei fondi comuni e della votazione delle due liste, i soci commentano dicendo che «se il benessere di Bper è dovuto al contesto cooperativo, l’ingresso così massiccio nel capitale di soggetti estranei a queste dinamiche, e che rispondono più ai propri investitori che agli azionisti, potrebbe allontanare la banca dal territorio con effetti negativi per la banca stessa». Per altri soci queste prime elezioni sono state vissute come un’opportunità per stimolare l’attuale dirigenza a fare sempre meglio: «Votiamo Lista 2 anche se abbiamo fiducia nella governance attuale: l’ingresso di nuovi amministratori pungolerà la dirigenza a migliorare».
Per la dott. Sandra Pancaldi, ragioniere ed esperto contabile, «la trasformazione di Bper in spa è stato un processo inevitabile ma che penso porterà interessanti sviluppi. Purtroppo il mercato ha ancora poca fiducia nel settore, per questo bisognerà aspettare l’anno prossimo per valutare sia l’impatto dei fondi finanziari, sia come la banca affronterà questi primi anni di quotazione».
Andrea Ancarani
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