La biblioteca in Sant'Agostino è salva, ora il pericolo Tar
Italia Nostra saluta con favore l’eliminazione del trasferimento dell’Estense ma ipotizza possibili stop sul fronte urbanistico
MODENA Italia Nostra da un lato plaude alla “rivoluzione” Sant’Agostino, con ridefinizione dei contenuti; dall’altro il suo presidente a Modena, l’ex giudice di Cassazione Giovanni Losavio, mette in guardia su un nuovo intervento del Tar e “invita” a non dividere in due la storica Biblioteca Estense. In sintesi è questa la reazione alle novità decise dall’amministrazione per superare lo stallo sul progetto e avviare l’atteso recupero.
Si profila una nuova “battaglia” tra legge e cultura, nonostante l’amministrazione comunale abbia invertito la rotta dando, tra l’altro, seguito alle idee dell’associazione? «Talune scelte - ha sentenziato ieri il consiglio direttivo composto da una decina di persone - sono irragionevoli ed esistono insuperabili profili di illegittimità del progetto architettonico» annunciato all’ex ospedale settecentesco. Insomma, miglioramenti decisivi sì, ma restano problemi.
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COSA È CAMBIATO. In sintesi: Gae Aulenti, grande architetto anche degli Agnelli, scomparsa nel 2012, aveva progettato il “nuovo” S. Agostino come “Polo bibliotecario” con trasferimento di Biblioteca Estense e Poletti. Ora invece la giunta comunale, con un “addenda” all’accordo del 2016 con Ministero e Fondazione, ha deciso di posizionare in quel palazzo il Polo dell’immagine in via di costituzione (Civica, figurine e fumetti, Fondazione Fotografia). Più la parte meno preziosa dell’Estense (quella dei testi contemporanei) che così verrebbe divisa in due. Il giudice Losavio e Italia Nostra partono ora da qui.
NUOVO PROGETTO. «Con questi incisivi emendamenti - spiega il direttivo - si definisce un quadro sostanzialmente nuovo e finalmente organico degli istituti culturali della città, corrispondendo in ampia misura alle motivate proposte che Italia Nostra da oltre dieci anni ha tenuto ferme in alternativa al progetto che voleva trasferite nel complesso Sant’Agostino la statale Biblioteca Estense e la civica Biblioteca Poletti, progetto ancora confermato nell’accordo 2016 tra le parti». L’allargamento di Galleria e Biblioteca Estense, Poletti, Musei civici dietro Palazzo dei Musei è «Un risultato di straordinario valore che richiama il settecentesco Albergo delle Arti». Ma non basta: «Non solo le torri (ora di fatto eliminate), ma tutte le altre forzature sulle strutture storiche, come il grande cortile coperto, a contraddire il modello della conservazione e del restauro erano motivate dalle esigenze funzionali di servizio delle due accorpate biblioteche trasferite. E dunque alla nuova destinazione non può non corrispondere un diverso progetto di recupero delle strutture edilizie storiche, rispettoso della vincolante disciplina conservativa».
BIBLIOTECA ESTENSE. Ora che è stato messo da parte il “polo bibliotecario” e la Delfini al Santa Margherita diverrà la vera e propria biblioteca della città Losavio conferma: «È un obbrobrio non permettere alla biblioteca Estense di svilupparsi a Palazzo dei Musei». Il trasferimento dei libri di ‘800 e ‘900 è «Una entità inventata risultante dalla estemporanea scomposizione dell’unitario corpo dell’istituto, come se potesse individuarsi una autonoma sezione priva di relazione funzionale con quella antica e lì pronta per il distacco».
ANCORA IL TAR? Dopo la precedente sentenza di stop al progetto da parte del Tar, Losavio ritiene che ancora non siano rispettate le leggi urbanistiche e di tutela vigenti. «E dunque il progetto architettonico mantenuto fermo nel rettificato accordo, se pur trovasse il consenso dell’ufficio di tutela del Ministero, si espone ad insuperabili rilievi di illegittimità che potrebbero condurlo a subire una nuova sanzione di annullamento».
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