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La passione dei social divide i ragazzi: «Meglio incontrarsi» 

di Fabrizio Tosi
La passione dei social divide i ragazzi: «Meglio incontrarsi» 

Tecnologie molto diffuse anche tra i liceali del Formiggini «Comunicare sul web ci piace, ma preferiamo la vita reale»

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Smartphone e social network, due temi che fanno parte della quotidianità e che spaccano in due l’opinione pubblica, tra favorevoli e contrari.
Alcuni studenti sassolesi, in particolare i liceali del Formiggini si sono occupati da vicino di questi argomenti. Gran parte dei ragazzi interpellati si sono dimostrati sia a favore sia contro l’utilizzo di social network come Facebook, Instagram, Twitter ed Ask, reti che possono diventare sociali o “asociali” a seconda del punto di vista.
«Non sono iscritto né a Facebook, né tantomeno a Twitter e Ask - dice Luca - ho soltanto Whatsapp che uso per sentire gli amici lontani. Quelli vicini preferisco chiamarli direttamente, sia per organizzare un’uscita che per sentirci. In questo modo risparmio sia tempo che stress e posso dedicarmi a cose d’importanza superiore come lo studio, i miei hobby e altro».
Luca frequenta il quarto anno delle superiori e si ritiene soddisfatto di questa sua scelta. «Fortunatamente, a scuola, ci sono professori veri, capaci di mantenere una certa coerenza nei confronti degli studenti - aggiunge Luca - Ci stanno insegnando a rispettare i nostri doveri di studenti, come ascoltare le lezioni, il rispetto dei compagni con cui dividiamo le nostre giornate, ma soprattutto ci stanno facendo capire quanto sia importante ascoltare parole e frasi dal vivo, piuttosto che da uno smartphone». Le frasi di Luca sono molto chiare e manifestano una preferenza per la vita reale a quella virtuale che, da qualche anno, sta dando origine a fenomeni di bullismo digitale: il cyberbullismo.
Diverse invece sono le opinioni di Gabriella e Vanessa, anch’esse studentesse ma, amanti dei social. «Durante lo studio e le lezioni non uso il cellulare ma, tra la ricreazione e i momenti liberi, mi connetto spesso perché voglio rimanere aggiornata su tutti gli eventi che accadono nel mondo, dice Gabriella. «Sono iscritta ai classici social - dice Vanessa - e li uso abbastanza anche se lo studio mi tiene abbastanza impegnata». A sostenere l’opinione di Luca arrivano tre ragazze che spiegano il loro punto di vista. «Amo molto le conversazioni faccia a faccia - esordisce Virginia, la prima delle tre ragazze - mentre viviamo in un mondo in cui i social network, hanno cambiato le abitudini di vita di giovani e anziani. Non è questo il modo giusto per affrontare le questioni complicate, preferisco affrontare certi temi di persona e usare whatsapp, unico social a cui sono iscritta, per organizzare gli appuntamenti con le mie amiche o per sentire il mio ragazzo che vive fuori città». Della stessa idea anche Asia, la seconda delle ragazze. «Nonostante sia iscritta a Facebook dice - non effettuo un accesso da molto tempo. Vedere persone, di tutte le età, chiuse davanti uno schermo, durante un momento di ritrovo o anche in occasione di passeggiate è una cosa che dà fastidio, perché crea isolamento dal mondo cricostante da parte dei ragazzi che s’immedesimano nell’avatar di un account, invece di vivere la bellezza della vita vera, fatta anche di passeggiate, chiacchiere, attenzione e rispetto nei confronti della persona con la quale passano i loro momenti».
«Mi sono tolta da Facebook due anni fa - sottolinea Silvia, la terza ragazza delle tre - e da quando non sono più registrata, mi sento molto meno stressata di com’ero allora. La cosa più bella è che me ne sono resa conto da sola, senza esser costretta dai miei genitori o da terzi».
Il confronto raggiungerebbe, in questo modo, un punteggio di 4 - 3 a favore dei moderati - contrari. Ma la domanda, a cui risalgono le origini dell’affollamento dei social, ha riscontrato la stessa risposta.
«Le persone s’iscrivono ai social per avere una maggiore visibilità, per sentirsi sempre pronti a ribadire delle cose che, nel contesto concreto, non rientrano nei loro piani, dando così origine a dibattiti virtuali che aumentano il loro stress e rendono i soggetti ancor più dipendenti dalla tecnologia, aspetto che a volte dà origine a delle disastrose conseguenze come il furto, la violazione della privacy e la persecuzione».
Gesti che si possono evitare usando con accortezza la tecnologia a disposizione, ricordando sempre che bisogna manifestare equilibrio.

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