CLAUDIO TONELLI
«La strada è quella giusta ma serve una governance»
«Una svolta doverosa. Di fronte all’impraticabilità dell’ipotesi di spostare una biblioteca storica per farne una seconda biblioteca civica di cui, francamente, non se ne sente il bisogno, meglio...
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«Una svolta doverosa. Di fronte all’impraticabilità dell’ipotesi di spostare una biblioteca storica per farne una seconda biblioteca civica di cui, francamente, non se ne sente il bisogno, meglio optare per un “polo dell’immagine contemporaneo”. Sul quale ci sono però nodi da sciogliere». Parole di Claudio Tonelli uno dei fondatori dell’associazione Amici del S. Agostino, nata per pungolare l’amministrazione comunale sulle scelte per il recupero dell’ex-ospedale.
Tonelli, tiene a precisare, parla a titolo personale, visto che gli “Amici” ancora non si sono espressi, ha letto con interesse le anticipazioni pubblicate ieri sul nuovo progetto. Un progetto che, in parte, sembra ricalcare i suggerimenti degli “Amici”. «Solo in parte - sottolinea Claudio Tonelli - la cosa positiva è aver salvato la Biblioteca Estense che, non solo resterà dove è, ma entrerà a far parte di un progetto di consolidamento e valorizzazione, già avviato dall’attuale direttore della Galleria Estense, Martina Bagnoli». Secondo Tonelli lo spostamento della parte contemporanea della Biblioteca al S. Agostino, non costituisce un problema. «Parliamo di volumi prevalentemente di manualistica di fine Ottocento, inizio Novecento. Che è giusto catalogare, ma il nucleo da valorizzare è quello che resta all’Estense. Dove mi sembra ci siano le idee ben chiare. Va poi preso atto che di fronte a Palazzo dei Musei prenderà vita un contenitore nuovo e ambizioso come questo Polo del contemporaneo e dell’innovazione».
Un polo che secondo Tonelli «Non può ridursi solo a spazi espositivi, ma deve diventare un’eccellenza, in grado di creare posti di lavoro e professionalità sul tema della digitalizzazione dell’immagine» Quello in cui - secondo Tonelli - le idee paiono ancora confuse è chi farà dialogare i due contenitori. «La Galleria Estense si propone come gestore dei suoi spazi e dei suoi progetti; di fronte il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Paolo Cavicchioli dice: io sono finanziatore di questo nuovo polo. Ma non gestore. Chi governerà e farà fruttare questo patrimonio dal potenziale teorico enorme? Serve una governance di peso che abbia idee chiare, un progetto definito. Questo ruolo chiama in causa direttamente il Comune. Sarà l’assessore Cavazza a calarsi in questa operazione? O chi? E con quali tempi? Sono cose sulle quali occorre fare chiarezza per tempo per evitare di far salpare una nave che non sa verso quale meta approderà. E aggiungo il tema dei Musei Civici, che funzionano, ma da potenziare ulteriormente. Magari inglobando la collezione di foto di Giuseppe Panini». Quindi un via libera, ma con riserva, da parte di Tonelli. «Siamo curiosi di vedere i dettagli e di seguire passo passo la realizzazione».
Tonelli, tiene a precisare, parla a titolo personale, visto che gli “Amici” ancora non si sono espressi, ha letto con interesse le anticipazioni pubblicate ieri sul nuovo progetto. Un progetto che, in parte, sembra ricalcare i suggerimenti degli “Amici”. «Solo in parte - sottolinea Claudio Tonelli - la cosa positiva è aver salvato la Biblioteca Estense che, non solo resterà dove è, ma entrerà a far parte di un progetto di consolidamento e valorizzazione, già avviato dall’attuale direttore della Galleria Estense, Martina Bagnoli». Secondo Tonelli lo spostamento della parte contemporanea della Biblioteca al S. Agostino, non costituisce un problema. «Parliamo di volumi prevalentemente di manualistica di fine Ottocento, inizio Novecento. Che è giusto catalogare, ma il nucleo da valorizzare è quello che resta all’Estense. Dove mi sembra ci siano le idee ben chiare. Va poi preso atto che di fronte a Palazzo dei Musei prenderà vita un contenitore nuovo e ambizioso come questo Polo del contemporaneo e dell’innovazione».
Un polo che secondo Tonelli «Non può ridursi solo a spazi espositivi, ma deve diventare un’eccellenza, in grado di creare posti di lavoro e professionalità sul tema della digitalizzazione dell’immagine» Quello in cui - secondo Tonelli - le idee paiono ancora confuse è chi farà dialogare i due contenitori. «La Galleria Estense si propone come gestore dei suoi spazi e dei suoi progetti; di fronte il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Paolo Cavicchioli dice: io sono finanziatore di questo nuovo polo. Ma non gestore. Chi governerà e farà fruttare questo patrimonio dal potenziale teorico enorme? Serve una governance di peso che abbia idee chiare, un progetto definito. Questo ruolo chiama in causa direttamente il Comune. Sarà l’assessore Cavazza a calarsi in questa operazione? O chi? E con quali tempi? Sono cose sulle quali occorre fare chiarezza per tempo per evitare di far salpare una nave che non sa verso quale meta approderà. E aggiungo il tema dei Musei Civici, che funzionano, ma da potenziare ulteriormente. Magari inglobando la collezione di foto di Giuseppe Panini». Quindi un via libera, ma con riserva, da parte di Tonelli. «Siamo curiosi di vedere i dettagli e di seguire passo passo la realizzazione».
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