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Modena, Il nuovo progetto per l'ex-S.Agostino: «Dividere la Biblioteca Estense? Non fatelo»

Modena, Il nuovo progetto per l'ex-S.Agostino: «Dividere la Biblioteca Estense? Non fatelo»

Gli Amici del S. Agostino, soddisfatti per le novità decise dalla giunta, invitano a non spezzare l’istituto 

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«Invitiamo Comune, Fondazione e Ministero a ripensarci: non ha senso smembrare in due la biblioteca Estense, anche perché il ministero per i beni culturali non dà finanziamenti per la sua gestione. La biblioteca statale inoltre è rimasta con un unico bibliotecario e ancora con si comprende come la direttrice delle Gallerie Estensi Martina Bagnoli intenda trasformare l’Estense stessa. Al Sant’Agostino, inoltre, la parte più nobile sarà per il patrimonio di manuali tecnici e altri materiali moderni della biblioteca. Verranno creati 300 postazioni altamente tecnologiche per consultare questi materiali di nessun interesse?». A parlare sono i membri dell’associazione Amici di S.Agostino - Mario Bertoni, Giovanni Finali, Enrica Manenti, Giovanni Martinelli, Giorgio Montecchi, Ezio Righi, Paolo Silingardi ed Elio Tavilla - che ora rivendicano la loro “vittoria”. Ossia la rivoluzione del progetto Gae Aulenti per l’ex ospedale: un cambiamento a 360 gradi delle funzioni, da Polo bibliotecario a Polo di contemporaneo e innovazione cui non è corrisposto il benché minimo cambio del progetto medesimo. Eccetto le due torri - già cassate da mesi e segno distintivo della grande archistar morta nel 2012 - al momento tutto resta com’è anche se al momento invece di Estense e Poletti ospiterà Civica, Figurina e Fondazione Foto. Si vedrà alla Conferenza dei servizi, fissata al 30 aprile, e se ne saprà di più oggi quando il sindaco Gian Carlo Muzzarelli dirà la sua pubblicamente. «L’Estense - continuano gli Amici - verrà duplicata in due sedi quando non ci sono neppure attualmente le risorse neanche di personale per l’unica sede odierna. C’è un grave rischio all’orizzonte. Siamo soddisfatti perché il Sant’Agostino mette finalmente al primo posto il suo reale pubblico, i cittadini. La cultura può ‘rendere’ ma non attraverso grandi mostre e gestione del brand».
Il cambio di filosofia del progetto del S.Agostino certo è evidente e restano molti problemi, ma quel che è certo è che l’attuale amministrazione - sul tema - ha cercato e ottenuto ampio consenso politico. All’interno degli Amici e di Italia Nostra, infatti, vi sono anche esponenti storici della sinistra modenese. Certo, sul tema resta ancora una montagna di problemi che sarà complicato da risolvere. C’è un aspetto collaterale importante nei nuovi cambiamenti all’ex ospedale. L’assessore alla cultura Gianpietro Cavazza non ha molta voglia di parlare di un fatto - molto positivo - come l’allargamento a tutto Palazzo Santa Margherita della biblioteca Delfini comunale. “Abbiamo già parlato dell’estensione della Delfini. - conferma l’assessore alla Cultura Gian Pietro Cavazza - Ora stiamo ragionando sui tempi e sui modi di questa vicenda». Sull’argomento nei giorni scorsi era intervenuta anche Italia Nostra: «La biblioteca Delfini - ha ricordato il presidente Giovanni Losavio - finalmente diverrà a pieno titolo la biblioteca della città». Ovviamente serviranno per il piano superiore della Delfini - che è a piano terra del Santa Margherita - opportuni progetti visto che attualmente occupa la Civica e il Museo della figura che andranno al S.Agostino.
Stefano Luppi

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