Dopo la chiusura choc e i 57 trasferimenti ieri sciopero alla Sherwin Williams di Cavezzo
CAVEZZO. Disperazione, amarezza, rabbia... In un clima davvero pesante si è consumata ieri mattina la prima tappa della protesta dei 57 lavoratori della Sherwin Williams. Venerdì hanno ricevuto la...
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CAVEZZO. Disperazione, amarezza, rabbia... In un clima davvero pesante si è consumata ieri mattina la prima tappa della protesta dei 57 lavoratori della Sherwin Williams. Venerdì hanno ricevuto la choccante comunicazione che saranno tutti trasferiti nell’altro stabilimento di Pianoro. Così lontano e così scomodo che l’annuncio equivale per molti di loro ad un licenziamento, all’obbligo di rassegnare le dimissioni, comunque alla perdita del lavoro.
La protesta è consistita in 4 ore di sciopero, cui hanno presenziato le sigle sindacali.
«Situazione incomprensibile - ha sottolineato Sonia Roversi di Cgil - in quanto l’azienda qui a Cavezzo non ha particolari problemi di produttività e di redditività».
Chiaro però che la casa madre americana, in un momento in cui con le acquisizioni diventerà il primo gruppo al mondo nella produzione di vernici, vuole ulteriormente ottimizzare i guadagni. Mettendo di fronte ad un destino pressocchè impossibile i lavoratori di Cavezzo, e lo storico stabilimento ex Oece. Il pacchetto di scioperi prevede altre 4 ore, mentre i trasferimenti saranno attuati entro ottobre. A far male ai lavoratori, consapevoli dell’importanza di una reazione compatta e ostativa e , è la finora blanda e inconsistente opposizione delle istituzioni e della comunità, che sta per perdere tanti posti di lavoro e una bella fetta della sua storia imprenditoriale.
La protesta è consistita in 4 ore di sciopero, cui hanno presenziato le sigle sindacali.
«Situazione incomprensibile - ha sottolineato Sonia Roversi di Cgil - in quanto l’azienda qui a Cavezzo non ha particolari problemi di produttività e di redditività».
Chiaro però che la casa madre americana, in un momento in cui con le acquisizioni diventerà il primo gruppo al mondo nella produzione di vernici, vuole ulteriormente ottimizzare i guadagni. Mettendo di fronte ad un destino pressocchè impossibile i lavoratori di Cavezzo, e lo storico stabilimento ex Oece. Il pacchetto di scioperi prevede altre 4 ore, mentre i trasferimenti saranno attuati entro ottobre. A far male ai lavoratori, consapevoli dell’importanza di una reazione compatta e ostativa e , è la finora blanda e inconsistente opposizione delle istituzioni e della comunità, che sta per perdere tanti posti di lavoro e una bella fetta della sua storia imprenditoriale.
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