LE REAZIONI DI UN SETTORE IN GRANDE CRESCITA NEGLI STATI UNITI
I dazi di Trump, ceramica divisa tra incertezze e paure
La politica protezionistica del presidente Usa Trump che preoccupa il Made in Italy, potrebbe essere addirittura un vantaggio per le aziende del distretto ceramico, e non solo, come parrebbe ovvio,...
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La politica protezionistica del presidente Usa Trump che preoccupa il Made in Italy, potrebbe essere addirittura un vantaggio per le aziende del distretto ceramico, e non solo, come parrebbe ovvio, per quelle che hanno internazionalizzato la produzione aprendo stabilimenti negli States. Gli annunci del presidente Usa, infatti, sembrano andare in due direzioni, entrambe, tuttavia, caratterizzate da una forte incertezza. La prima riguarda un irrigidimento e inasprimento dei dazi antidumping, e cioè di quei dazi sulle merci prodotte da Stati che non operano secondo le regole di un’economia di mercato, vendendo i loro prodotti sottocosto. La politica antidumping, che in Europa ha particolarmente aiutato il settore ceramico, qualora venisse irrigidita anche negli States colpirebbe quasi sicuramente i produttori cinesi e sudamericani, liberando importanti fette di mercato a favore dell’export italiano. Più preoccupante, invece, la seconda ipotesi ventilata da Trump, consistente nell’imposizione generica di dazi in entrata: in questo caso, se l’ipotesi andasse in porto, l’amministrazione Usa si troverebbe, settore per settore, a determinare i prodotti da sottoporre a dazio. Solo qualora le ceramiche italiane dovessero essere incluse si assisterebbe a una perdita di competitività del prodotto Made in Italy negli Stati Uniti, che solo alcuni grandi gruppi potrebbero cercare di compensare spostando un maggior numero di produzioni destinate al mercato a stelle e strisce negli stabilimenti aperti in Tennessee e in altri Stati federati. «Il mercato americano - ha spiegato il presidente di Confindustria Ceramica, Vittorio Borelli a Coverings - cresce e dà ottimi risultati. Sicuramente una politica protezionistica come quella di Trump, specie se contrapposta a quella canadese, non aiuta le aziende italiane, che contano per oltre l’80% sull’export. Le recenti dichiarazioni ci spaventano perché ogni chiusura al commercio internazionale dà luogo a una situazione nella quale ci perdono entrambi. Anche le aziende che fabbricano qui sarebbero penalizzate, dato che sono impossibilitate a offrire una gamma completa senza ricorrere a importazioni dall’Italia».
«Non credo che si arriverà a un irrigidimento dell’antidumping - ha commentato l’ad di Ceramiche Piemme, Massimo Barbari - dati i pesanti rapporti di soggezione economica tra Cina e Stati Uniti».
Andrea Gilioli
«Non credo che si arriverà a un irrigidimento dell’antidumping - ha commentato l’ad di Ceramiche Piemme, Massimo Barbari - dati i pesanti rapporti di soggezione economica tra Cina e Stati Uniti».
Andrea Gilioli
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